Dopo il terremoto in Emilia, il ministero dei Beni culturali ha avviato un piano di verifiche sismiche per i più importanti musei e contenitori d'arte italiani. Lo ha detto il segretario generale del ministero Antonia Pasqua Recchia, precisando che le verifiche riguardano le strutture più importanti sul territorio italiano, quaranta in tutto. Intanto si deve valutare quali edifici demolire, anche se con le scosse che continuano è difficile completare l'opera di ricognizione. Impossibile ad esempio salvare il campanile della chiesetta di Buona-compra a Cento, è «un malato incurabile», in pratica «macerie in aria». Ma non saranno molte le demolizioni nell'arte emiliana ferita dal terremoto. «Dove si può siamo per l'accanimento terapeutico, è la nostra missione», assicura Pasqua Recchia. A dispetto delle proteste di Italia Nostra, che qualche giorno fa ha mandato un telegramma al prefetto, i tecnici sono stati unanimi. Quel campanile dovrà essere demolito, prima di tutto per una questione di sicurezza. Per ora però è l'unico caso di condanna accertata. In passato non è stato sempre così, riconosce l'architetto, «ci sono stati casi nei quali si è demolito si sono fatti anche errori. Adesso però è diverso, perché i nostri tecnici fanno parte delle squadre incaricate dei sopralluoghi e possiamo fare caso per caso le giuste valutazioni». E si fa di tutto per salvare: «stiamo facendo e faremo di tutto per conservare, quando non si può fare altro non si conserva». Anche per questo in un secondo tempo si valuterà la possibilità di ricostruire, o meglio di ricostituire, dice Recchia, e questo varrà per il campanile di Cento così come per altre chiese, campanili, monumenti crollati: «Non saranno dei falsi -assicura - si farà usando i materiali originali, le stesse pietre, e si sa che come restauratori noi italiani siamo i migliori al mondo».
ROMA - Il ministero avvia verifiche sui beni culturali in tutta Italia
Il ministero dei Beni culturali ha avviato un piano di verifiche sismiche per i più importanti musei e contenitori d'arte italiani. Il segretario generale, Antonia Pasqua Recchia, ha detto che le verifiche riguardano le strutture più importanti sul territorio italiano, quaranta in tutto. Le verifiche includono la valutazione di quali edifici demolire, anche se con le scosse che continuano è difficile completare l'opera di ricognizione. Pasqua Recchia ha affermato che non saranno molte le demolizioni nell'arte emiliana ferita dal terremoto, ma che la missione è quella di salvare e conservare.
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