L'assessore Sullo fa il punto dopo la riorganizzazione di Soprintendenza e Comune Un mese senza sedute della commissione speciale per Ortigia, non senza qualche malumore. «Il blocco di maggio - spiega l'assessore al Centro storico, Antonio Sullo - è dipeso da una riorganizzazione del modo di lavorare di Soprintendenza e Comune dopo la nomina del nuovo soprintendente, Orazio Micali». La nuova organizzazione della Soprintendenza è conseguente all'attuazione delle norme per la riorganizzazione dei dipartimenti regionali e del relativo regolamento, che hanno determinato l'automatico adeguamento sulla composizione dei componenti della commissione: non più i responsabili del settore Archeologico e Paesaggistico bensì il dirigente responsabile del servizio o un suo delegato. «Ne consegue - si legge in una comunicazione del Soprintendente Micali all'ufficio del Centro storico - che la multidisciplinarietà delle competenze di questo ufficio deve essere trattata con adeguato confronto, sì da poter dar luogo all'emissione di un provvedimento vincolante». Quindi, le pratiche di cui è prevista la discussione in commissione devono giungere in Soprintendenza 30 giorni prima della discussione per consentire istruttoria e completamento tecnico amministrativo del procedimento. «Stabilite le regole - chiarisce Sullo - è stata inviata una convocazione per tutti i giovedì del mese di giugno in cui recupereremo il tempo perduto. Lo abbiamo detto al Soprintendente che così ha tutto il tempo per istruire le pratiche». I componenti della commissione sono i responsabili politici e tecnici del Comune, i rappresentanti di Genio civile, Asp, Ordini professionali (Albo ingegneri, architetti, avvocati, geometri) oltre che delegati della Soprintendenza e si occupano dell'esame dei progetti di intervento edilizio e urbanistico e delle istanze di concessione delle agevolazioni finanziarie. I pareri della commissione sostituiscono tutti quelli dovuti per competenza dagli altri organi di amministrazione attiva o consultiva, anche se previsti da leggi speciali. Per questo Giuseppe Bastante, presidente provinciale dell'Aniem, adesso non ci sta più: «In un momento di crisi così drammatica per il nostro territorio - conclude - diventa prioritario parlare di sviluppo e occupazione, ma mi chiedo come sia possibile che l'apparato burocratico continui a essere così macchinoso. Tutte le parti dovrebbero essere incisive, rapide e al passo con i problemi della gente e i tempi, non deve più esserci il rallentamento nemmeno di un giorno». Luca Signorelli 01062012