Chiuso dal 2010 per un crollo. Il sovrintendente Broccoli: lavori a gennaio 2013 "Diventerà un museo con book-shop e area ristorazione Il costo? Oltre un milione di euro" Lintervento doveva essere «durgenza», ma nel frattempo sono passati due anni e nulla è stato fatto. Chiuso nel febbraio 2010 per un crollo di un blocco di intonaco di circa quindici chili, lo stadio di Domiziano, alle spalle di piazza Navona, è ancora off-limits al grande pubblico. I frammenti giacciono in terra e una transenna rende ben visibile lo stato precario dellarea. Una nicchia archeologica abbandonata a se stessa. «Avremmo potuto pulire tutto due anni fa e riaprire il sito, ma per questioni di sicurezza abbiamo preferito non farlo - spiega il sovrintendente capitolino, Umberto Broccoli - se ci fossero stati altri distacchi avremmo messo a rischio lincolumità dei visitatori». I resti dello stadio di Domiziano, il cui ingresso è piazza di Tor Sanguigna, si trovano tre metri al di sotto del livello stradale e sono costituiti da due arcate che poggiano su pilastri in blocchi di travertino che costituivano lossatura portante della cavea. Costruito nell86 d. C., lo stadio di Domiziano era il luogo dove, ogni quattro anni, vi si svolgevano le competizioni ginniche. Un "gioiellino" della Roma antica che, fino al 2010, era visitabile solo su prenotazione, con una media annuale di duemila ingressi. Una piccola miniera doro che, se sfruttata a dovere, potrebbe rimpinguare le casse capitoline. Ma il Comune ha in mente altri progetti. «Qualche mese dopo il crollo del 2010 lanciammo lallarme sulla mancanza di fondi e un gruppo privato mostrò interesse per il restauro dello stadio di Domiziano - ricorda il sovrintendente capitolino, Umberto Broccoli - dopo due anni di riunioni e commissioni, abbiamo finalmente acquisito il parere favorevole della sovrintendenza statale e a gennaio 2013 contiamo di avviare i lavori di restauro». Un progetto di riqualificazione che si basa dunque sullutilizzo di fondi privati. Un po come avverrà per il Colosseo e come accade per la ripulitura di fontane e edifici antichi. La differenza, però, è che il privato avrà anche la gestione dellarea. In pratica, la ditta restaurerà completamente il sito larea in cui si trovano gli scavi dello stadio di Domiziano e, in cambio, otterrà quella che, in termini tecnici, si chiama «concessione in uso della gestione delle attività e degli eventi». In pratica, un privato gestirà le visite dellarea e incasserà il relativo guadagno derivante dal prezzo dei biglietti (che sarà comunque. «Il progetto di riqualificazione mira non solo a restaurare il sito - spiega il sovrintendente Broccoli - ma verranno anche realizzati diversi servizi per i visitatori, tra cui un punto informazioni, un book-shop e una piccola area per la ristorazione». Un mini-museo per la cui realizzazione si stima ci vorrà almeno un anno di lavori. «Il costo del restauro è stimabile attorno al milione e 400 mila euro - sottolinea Umberto Broccoli - una cifra che, in un momento di crisi e carenza di fondi, sarebbe stato impossibile finanziare con stanziamenti pubblici».