Il Maggio dei Monumenti impone qualche riflessione sul nostro patrimonio artistico e in particolare sui complessi architettonici occupati da funzioni burocratiche. È il caso della Caserma Pastrengo, della quale, circa sei anni fa, sulle pagine di questo quotidiano, si ebbe lopportunità di segnalare luso improprio. Una sollecitazione che non ha avuto esito, anzi, il Chiostro cinquecentesco di Monteoliveto, opera di grande valore, da passaggio pedonale è diventato autorimessa dei Carabinieri. La Caserma Pastrengo sinsedia nel complesso conventuale cinquecentesco il quale si apre sulla bella piazzetta di Monteoliveto al centro della città. Al suo interno la splendida struttura presenta, tra i suoi chiostri, uno dei rari esempi di colonnato rinascimentale napoletano ben conservato. Questo eccezionale patrimonio architettonico nel cuore del centro storico, favorito da un ampio sistema di trasporto pubblico circostante e dalla nuova Ztl, meriterebbe, quindi, una destinazione cittadina di forte prestigio, sia per la sua qualità architettonica che per lagevole accessibilità pedonale. Il Comando dei Carabinieri è una presenza certamente importante, ma è proprio necessario che stia al centro della città o è il caso di localizzarlo in un punto più funzionale e strategicamente migliore? Appare, infatti, evidente la sua infelice posizione urbana, e per laccessibilità automobilistica e per lesiguità di spazi destinati al parcheggio. Non a caso spesso la piazzetta Monteoliveto e il chiostro sono utilizzati impropriamente come parcheggi dellArma. Quale potrebbe essere la nuova destinazione per la Caserma Pastrengo? Escludendo le ormai esaurienti gallerie darte presenti nella città, essa potrebbe essere destinata, forse con un certo successo, a centro espositivo dinformazione e storia dedicato al Vesuvio. Dalle tematiche scientifiche a quelle creative: vulcanologia, agricoltura, letteratura, arte, cinema, musica, media, cioè tutte quelle sollecitazioni culturali, popolari e produttive che il nostro vulcano ha suscitato nei lavoratori, negli scienziati e negli artisti. Una struttura destinata alla conoscenza del Vesuvio (da non confondere con il Mav, il museo virtuale dedicato ai tragici eventi di Ercolano e Pompei) che potrebbe anche costituire un presidio informativo e di accoglienza che "stimoli" i visitatori diretti allarea vesuviana anche alla visita di Napoli. In relazione a questo centro potrebbero favorirsi attività commerciali collaterali, come la vendita (e perché no la produzione in loco) di gadget, souvenir, testi dedicati, riproduzioni di opere darte. Da non escludere la vendita dei prodotti tipici dellarea vesuviana, dal vino ai frutti della terra. Si ritiene che una simile proposta potrebbe certamente generare alcuni dei risvolti turistico-economici di cui abbiamo tanto bisogno. E allinterno di una futura ristrutturazione un piccolo presidio dei Carabinieri potrebbe restare, a testimonianza e lustro della loro presenza nel centro storico. È comprensibile che lodierna crisi economica non suggerisca una rapida soluzione, tuttavia sarebbe opportuno almeno avviare una programmazione nel tempo, che inserisca questo complesso nel quadro del finanziamento per la riqualificazione del centro storico.
NAPOLI - Caserma Pastrengo
Il Maggio dei Monumenti mette in luce l'uso improprio di alcuni complessi architettonici occupati da funzioni burocratiche. La Caserma Pastrengo, nel complesso conventuale cinquecentesco di Monteoliveto, è stata utilizzata come autorimessa dei Carabinieri. Il chiostro cinquecentesco presenta uno dei rari esempi di colonnato rinascimentale napoletano ben conservato. La destinazione di questo patrimonio architettonico è discutibile, considerando la sua posizione urbana infelice e la scarsa accessibilità pedonale. Una possibile destinazione potrebbe essere un centro espositivo e informativo sul Vesuvio, che potrebbe anche costituire un presidio informativo e di accoglienza per i visitatori.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo