Parco alberghiero da 1500 posti, aree per spettacoli sullantica Roma Previsti cinquemila posti di lavoro e una ricaduta economica di 300 milioni Un progetto per salvare Pompei. Un piano di marketing per far rinascere larea archeologica e il territorio circostante. Più di 500 milioni gli investimenti aperti ai privati («ma potrebbero arrivarne anche molti di più), 5000 posti di lavoro e una ricaduta sulleconomia locale quantificata in 300 milioni. Un parco alberghiero con 1.500 camere. Unarea accoglienza di 10 mila metri quadri con biglietteria, caffetteria e ristorazione. Unarea "sensoriale", dove far rivivere usi e costumi dellantica Roma con la ricostruzione di tabernae romane, terme, rappresentazioni teatrali in latino, escursioni in galea e un albergo pompeiano. «Bisogna fare presto - taglia corto Raffaele Cercola, ordinario di Economia e gestione delle imprese alla facoltà di Economia della Seconda università e capoprogetto per conto dellUnione industriali di Napoli - anzi, lanciamo un grido dallarme. Il progetto cè, ci sono gli investimenti privati. Ora Stato e Regione devono farsene carico, perché diventi il progetto leader della Campania. Dobbiamo partire ora, subito, entro 6 mesi al massimo. Altrimenti sarà lennesima occasione perduta». La trasformazione di Pompei prevede anche un parco di circa 300 mila metri quadri, una spiaggia attrezzata, parking interrato e trenini "light". Edifici e aree da far rivivere sullarea deindustrializzata, più di 1 milione di metri quadri disponibili tra Pompei e il mare. La rivitalizzazione si estenderebbe con il tempo a tutta larea vesuviana, da Castellammare di Stabia a Ercolano. Il "libro dei sogni" della nuova Pompei è contenuto in un testo di circa 300 pagine, presentato alla Camera di commercio dal presidente degli Industriali Paolo Graziano, dal numero uno della Camera di Commercio Maurizio Maddaloni e dal referente del Centro studi di Palazzo Partanna Ambrogio Prezioso. Da tempo gli industriali di Napoli si occupano della rivalutazione del sito archeologico, dopo la raffica di crolli dellanno scorso. Il Mibac ha stanziato 105 milioni, per restauri allinterno del sito archeologico, «la Confindustria Francese ci ha assicurato ulteriori contributi - spiega Prezioso - per il recupero di alcune domus». Ma in questi mesi si è lavorato soprattutto per attrarre investitori stranieri, anche per far rinascere il territorio circostante agli Scavi. «Qualcosa al Sud non ha funzionato negli anni scorsi - precisa Paolo Graziano - penso che il problema sia nel metodo. La crisi mette a nudo la debolezza di un sistema. È per questo che abbiamo inaugurato un approccio attivo, sperimentato prima che con la Coppa America proprio con Pompei. Per lintramoenia cè linteresse di investitori francesi attraverso lUnesco. Per lextramoenia i privati devono fare la loro parte. Stiamo incontrando diverse delegazioni, oggi quella cinese, il prossimo mese unaltra, linteresse concreto cè». Ieri a Palazzo Partanna è stata ricevuta una delegazione di cinesi dellamministrazione e del distretto industriale di Shanghai. Il mese prossimo è atteso un gruppo di arabi. «Purtroppo dobbiamo riconoscere che finora - aggiunge Maurizio Maddaloni - i nostri grandi attrattori culturali non hanno prodotto in termini economici. Questo deve cambiare». Tra i punti di forza delleconomia cittadina, cè anche lo sviluppo del porto e delle filiere industriali ad esso legate. In campo un capitale di 300 milioni che attende di essere investito. «Sono necessari piccoli adeguamenti - precisa Pasquale Legora De Feo - che ci permetterebbero di guadagnare, necessari per molti settori del porto». Tra le ricerche elaborate, anche i vantaggi della creazione di reti dimpresa e limpatto sulla città dei grandi eventi.