I quartieri del Casilino hanno un primato, quello del municipio più popolato dItalia, 16 mila abitanti per chilometro quadrato. Se fosse un comune indipendente sarebbe il primo per densità dello Stivale e dopo verrebbe la distesa di case di Portici, nel napoletano, con 11 mila. Ma adesso sullunica area verde salvata nel corso dei decenni incombe una colata di cemento. Sulla scrivania del minisindaco Giammarco Palmieri è arrivato dal dipartimento Periferie il piano di lottizzazione del comprensorio, con lannuncio che sarebbe andato in conferenza dei servizi per una valutazione. Gli ettari sono di un consorzio privato che fa capo al costruttore Bocchi e alla coop rossa Aic. Prima della giunta Alemanno cera un piano particolareggiato da 250 mila metri cubi per seicento appartamenti, ma non era mai diventato esecutivo. Ora invece lindice di edificabilità è stato aumentato da 0,5 a 1,3 metri cubi per metro quadrato. «Per quellarea tra Prenestina e Casilina» spiega il presidente Palmieri «lidea era di fare un parco e aprire un ecomuseo, come aveva deciso il consiglio municipale nel 2010. Già dal 2009 ci eravamo sempre opposti allaumento di cubatura in una zona che dopo il Centro è la seconda area per quantità delle preesistenze archeologiche, dove passa la via Francigena e ci sono i resti delle Catacombe dei Santi Marcellino e Pietro e del Mausoleo di SantElena, importantissimo per la storia della diffusione del cristianesimo a Roma». Il primo promemoria di giunta sulla "revisione del piano particolareggiato Casilino" è dellottobre del 2010, dopo che il consorzio dei costruttori "Centro Direzionale Casilino" ha ottenuto con un ricorso al Tar la rimozione del vincolo paesistico. Adesso si dovrebbero alzare 4000 appartamenti tra via dellAcqua Bullicante, via Tor de Schiavi, via dei Gordiani e via Teano, il 37 dei 143 ettari del Comprensorio, con una previsione di 8-9 mila abitanti, in palazzi di cinque piani con corti interne, e 8.500 automobili in più ad affaticare le strade già congestionate del municipio. Per il resto le altre zone saranno cedute al Comune dai costruttori e trasformate in parco. «Si tratta di un progetto devastante per il nostro territorio» aggiunge Palmieri «Ci opporremo con ogni mezzo a questo scempio». E scatta la mobilitazione dei cittadini e dei Comitati. «La cementificazione» afferma Valeria Garbati, dellOsservatorio Casilino «arrecherebbe un danno irreversibile in un quadrante della città dove lindice di vivibilità è a livelli minimi. Pessima qualità dellaria, traffico, altissima concentrazione abitativa, carenza di aree verdi fruibili, assenza di luoghi di socializzazione allaperto e di spazi di aggregazione culturale sono solo alcuni dei fattori che dovrebbero indurre il Comune a riconfigurare il paesaggio urbano nel segno della qualità della vita invece che assecondare gli interessi dei soliti comitati di affari».