Il sindaco è al lavoro per custodire i beni artistici "Salviamo il crocifisso e le nostre pale daltare lì cè tutta Pieve di Cento" Serve far presto e pagheremo noi. In due o tre giorni Santa Maria Maggiore sarà al sicuro PIEVE DI CENTO - «La priorità ora è salvare il crocifisso del XIII secolo, perché ai suoi piedi è nata la nostra comunità. E poi le pale daltare di Guido Reni, Guercino, Lavinia Fontana, Scarsellino, Gennari, Passarotti e Gessi, perché sono patrimonio dellumanità. E allora, per farlo, ci muoviamo intanto a nostre spese. Poi, o la Regione ci rimborserà o interverranno la Cassa di Risparmio di Cento e la sua Fondazione per aiutarci». Sergio Maccagnani, sindaco di Pieve, dopo le scosse di martedì e il crollo del tetto del tamburo della Collegiata di Santa Maria Maggiore, sè messo in moto, con Vigili del fuoco, Protezione civile e il professor Pier Paolo Diotallevi del Comitato Tecnico regionale. Obiettivo: mettere in sicurezza tetto, campanile, facciata e pareti circolari della chiesa. Da ieri mattina, «con le gru, rimuoviamo le parti pericolanti della copertura». Contano di riuscirci in due o tre giorni, «poi mettiamo in sicurezza anche la canonica e il palazzo antistante la chiesa, dove ci sono residenze e spazi commerciali». Lunedì i vigili del fuoco, con la supervisione della Soprintendenza ai beni artistici, metteranno in salvo le opere. «La Soprintendenza vorrebbe portarle al Palazzo Ducale di Sassuolo, noi le vorremmo in loco, al Museo Bargellini, ma la priorità resta il loro trasferimento». Serviranno trasporti speciali, date anche le dimensioni delle opere. «Per dare unidea: il crocefisso misura 1,83 per 1,78 metri». Cè un motivo culturale profondo dietro questa mobilitazione: la chiesa, ricostruita nel 1710, ha un abside e un campanile del XIV secolo, e le sue prime tracce sono del IX. «Qui cè la nostra storia - dice il sindaco -. Sono il nostro passato e il nostro futuro, per ripartire».