Michele Galardini Non accade spesso che uno dei relatori di un festival si prenda un po' di tempo per osservare con i propri occhi la realtà locale che lo ospita. Non accade spesso, ma ieri mattina il professor Salvatore Settis, storico dell'arte, archeologo ed esperto di beni culturali, prima di prendere possesso del palco di "Dialoghi sull'uomo" con il suo intervento "L'ambiente, un bene comune per le generazioni future", ha accettato l'invito del nostro giornale per un breve sopralluogo in uno dei siti al centro delle recenti vicende urbanistiche: la chiesa di San Bartolomeo, dietro la quale è prevista la realizzazione di parcheggio interrato fonte di consensi e polemiche. «Ho dei parenti che abitano qui - dice il professore - e quindi ci sono venuto almeno trenta volte, anche se saranno tre anni che non torno. Ho sentito parlare spesso di un parcheggio interrato che vorrebbero costruire accanto ad una chiesa e la cosa mi ha molto preoccupato. Stando a quanto ho capito, questa infrastruttura farebbe parte di una famiglia di parcheggi inutili e dannosi che sarebbe bene bloccare. È un po' come la storia del parcheggio Sant'Ambrogio a Milano, dove spero ancora che Pisapia mantenga la promessa, fatta in campagna elettorale, di bloccarne il progetto che, a mio avviso, rappresenta una vera infamia». Lo sa che il nome completo della chiesa che sta osservando è San Bartolomeo "in pantano"? «Lo so, perché le prime volte che sono venuto a Pistoia, da turista, le mie mete erano state proprio queste chiese con i loro pulpiti e la loro architettura. Qui vogliono fare un parcheggio interrato a due piani? Mi chiedo: ma è proprio necessario? Una delle scelte che in Italia non si fa quasi mai è quella di utilizzare gli edifici abbandonati per costruire parcheggi. Invece in molti casi si opera su zone con una situazione idro-geologica non favorevole, come a Pisa, dove hanno fatto l'enorme errore di voler fare un parcheggio interrato in piazza Vittorio Emanuele. I costi si triplicati, i tempi si sono allungati e gli edifici intorno hanno cominciato a subire delle crepe, quando lì vicino c'era una ex-stazione di autobus che la Provincia ha deciso di adibire a uffici e sala conferenza, che viene occupata solo un giorno su dieci». In uno studio si prevede la costruzione di altri parcheggi in zone limitrofe, se non interne, al centro storico: quale sarebbe, a suo avviso, la soluzione migliore per gestire la mappa dei collegamenti al centro senza rinunciare alla realizzazione di nuove aree di sosta? «Credo che i parcheggi, per alleggerire il traffico nel centro, dovrebbero stare fuori del perimetro della città, lontano dai monumenti. Questo di San Bartolomeo è a ridosso, se non addirittura sotto il monumento. Non so se è il caso di Pistoia, ma là dove fossero presenti spazi inutilizzati come un stabilimento industriale dismesso o un capannone abbandonato, si dovrebbe partire di lì per costruire nuovi parcheggi, con la delicatezza necessaria per un centro storico prezioso come Pistoia». Michele Galardini