Apertura lunga della biblioteca, guardianìa ai volontari, i nuovi spazi di Botta. Cortese: «La Fondazione di Venezia ci ha abbandonati, una scelta sciagurata» La Querini Stampalia si rimette in sella e guarda al futuro. Dopo due anni terribili sul piano finanziario per il calo dei fondi pubblici e l'azzeramento improvviso del contributo della Fondazione di Venezia (circa 400 mila euro cancellati dopo quindici anni), che l'ha costretta a tagli radicali e a una forte riduzione dei servizi, la gloriosa istituzione culturale presieduta a Marino Cortese prova a rilanciare, dopo una "cura dimagrante" che la porterà quest'anno finalmente a chiudere il bilancio in pareggio, dopo che ancora lo scorso anno aveva chiuso con un deficit di 248 mila euro. Ieri, in un incontro a cui con Cortese erano presenti il direttore della Fondazione Mangusta Lazzari e i consiglieri Giovanni Castellani e Irene Favaretto, sono stati illustrati conti e prospettive della Querini, che è già profondamente cambiata, visto che fino a tre anni fa dal suo patrimonio ricavava solo il 35 per cento delle risorse necessarie al suo funzionamento e la quota oggi è salita al 61 per cento, mentre si è di fatto dissolto il contributo dei privati sceso dal 21 all'1 per cento dei suoi fondi, proprio per il divorzio della Fondazione guidata da Giuliano Segre. «Una scelta sciagurata» ha polemizzato Cortese, che non ha mai "digerito" la decisione di Segre «per gettarsi su improbabili frontiere culturali e dando vita a una propria agenzia culturale di cui non si sentiva il bisogno, viste quelle già presenti in città». Per questo ora la Querini Stampalia cerca nuovi sponsor che la affianchino nelle sue meritorie attività, a cominciare da biblioteca e museo - come ha ripetuto ieri Cortese - anche se non sarà facile trovarli. Intanto, si prova a ricominciare dalla mezzanotte, cioè dalla riapertura anche dalle 22 alle 24 della biblioteca - ma non si riuscirà a farlo prima del 2013 -che è stato uno dei "tagli" più dolorosi imposti dalla riduzione dei finanziamenti, penalizzando soprattutto il popolo degli studenti che la frequentano ogni giorno occupandone tutti i posti. Tra le misure adottate anche il blocco del turn-over del personale, la rinuncia alle cooperative per il servizio di guardiania del museo - ora sostituite, a costo zero dai volontari di Archeoclub, Amici della Querini, Auser e Associazione Carabinieri in congedo - e la chiusura del museo alle 18 anziché alle 19. Ma, ora, appunto, il rilancio, legato anche in autunno all'apertura al pubblico dei nuovi spazi della Fondazione - ponte, ingresso, piano terra e nuova area per i bambini - che segneranno anche il termine dell'intervento condotto dall'architetto Mario Botta, che lascerà un "segno" anche all'esterno della Querini. La Fondazione si aprirà sempre più anche all'esterno con la creazione di un proprio spazio libri sull'Isola di Sant'Erasmo all'interno dello spazio commerciale Sma, ma facendo presto altrettanto anche all'Ospedale Civile, nel carcere di Santa Maggiore e nelle case di riposo. Già attivato il servizio di prestito personale e quello a domicilio per cittadini svantaggiati. Tra i programmi culturali della seconda parte dell'anno, l'iniziativa «Le sere in giardino» curata da Margherita Stevanato, la partecipazione a «Venezia Art Night» il 23 giugno, con un'inedita caccia al tesoro e soprattutto, a fine agosto, in concomitanza con la Biennale Architettura la mostra di disegni, progetti e scritti del grande architetto portoghese Alvaro Siza Vieira.