La staticità della Basilica non è compromessa ma l'edificio necessita di protezioni importanti. Sul progetto l'ultima parola al Vaticano Basilica del Santo, lotta contro il tempo. Giugno è il mese dei grandi pellegrinaggi dei devoti di Sant'Antonio - fino a centomila persone - e a poche ore dalla scossa di terremoto che ha fatto tremare la chiesa, l'interrogativo è: si può entrare in sicurezza? Dai sopralluoghi tecnici risulta che non sia compromessa la staticità della Basilica, ma una parte è comunque transennata. E intanto ieri si sono incontrati i rappresentanti della Veneranda Arca del Santo ed i custodi della chiesa con il delegato pontificio per la Basilica a cui è stato illustrato un progetto da 100 mila euro: un tunnel coperto e un passaggio protetto da reti per i fedeli. Il delegato è tornato a Roma con la documentazione. Nella Basilica è caduta una parte di intonaco decorato all'altezza del deambulatorio, dietro l'altare principale e sono comparse alcune fessurazioni nelle cupole. I lavori potrebbero partire già oggi o domani. Ma ora tutti attendono le disposizioni del Vaticano. E mentre a Padova si attendono chiarimenti, ieri mattina a Venezia, nella sede della Direzione regionale per i Beni culturali, a Ca' Michiel dalle Colonne, si è tenuto un incontro dei rappresentanti di tutte le Soprintendenze del Veneto per un primo bilancio dei danni causati dal sisma. Nella riunione, coordinata dal direttore regionale Ugo Soragni, è stato presentato il primo "censimento" sulla base di alcune schede di valutazione dei danni dovuti al terremoto. «Fino a questo momento - spiega Soragni - abbiamo stilato una quarantina di segnalazioni in tempo reale. Queste stesse schede verranno poi vagliate un maniera più attenta e completa in modo da avere, in un secondo momento, una documentazione più adeguata. Le segnalazioni finora in nostro possesso riguardano i danni per provincia " LE SOPRINTENDENZE - «Finora quaranta segnalazioni per i monumenti danneggiati» Ugo Soragni direttore regionale e riguardano tutto il Veneto. Nel contempo abbiamo effettuato una classificazione del livello di criticità delle segnalazioni. Andiamo da quelle maggiori in provincia di Rovigo (Ficarolo, Calto) a quelle di entità media per il resto del Veneto». Intanto oggi a Roma, si terrà una riunione al Ministero per i Beni culturali che, sia pure convocata per altri argomenti, ha visto all'ultimo momento l'inserimento nell'ordine del giorno la discussione sulle risorse immediatamente disponibili per i primi interventi di recupero. Non sarà un passaggio semplice anche in considerazione dei fondi che solo domani (oggi ndr) saranno portati a conoscenza delle singole Soprintendenze. «Prioritari risultano comunque - conclude Soragni - la messa in sicurezza delle chiese del Polesine (SantAntonino di Ficarolo, il cui campanile è a rischio crollo, e quella di San Rocco a Calto), il monitoraggio della Basilica del Santo e di Santa Giustina a Padova, gli interventi dopo la caduta della statua dei giardino Papadopoli a Venezia e i danni in altre località del veneziano».