La dichiarazione da parte della presidenza del Consiglio dei ministri dello stato di calamità per la provincia di Rovigo «apre la strada a prospettive migliori per l'utilizzo dei finanziamenti». Lo afferma il Soprintendente regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto, l'architetto Ugo Soragni, che auspica un aumento dei fondi per contribuire a risolvere i danni subiti anche dai beni privati. «Domani a Roma conosceremo l'entità delle risorse disponibili». Nella capitale Soragni riferirà al ministro dei beni culturali i dati raccolti dai soprintendenti dei capoluoghi veneti. Prioritari risultano oggi la messa sicurezza delle chiese del Polesine (in primis Sant'Antonino di Ficarolo, il cui campanile è a rischio crollo, e quella di San Rocco a Calto), il monitoraggio della Basilica del Santo e di Santa Giustina a Padova, gli interventi dopo la caduta della statua dei giardino Papadopoli a Venezia e i danni in altre località del veneziano. «Si stanno cominciando a delineare gli importi necessari - afferma Soragni - ma sia chiaro che il nostro ministero interviene sui beni di nostra proprietà o in consegna al ministero dei beni culturali per riparare i danni, ma per il resto interveniamo con le risorse che ci saranno messe a disposizione dal governo e laddove i soggetti proprietari mostrino di non avere le risorse per intervenire». «Lo strumento è qui il sistema di contributi in conto interessi e conto capitale che, soprattutto per i beni culturali privati, rappresentano la soluzione migliore in quanto prevede il contributo dello Stato senza che questo si assuma responsabilità dirette».
TERREMOTO (VENETO) - Soragni: Per le chiese del Polesine servono più risorse
La presidenza del Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di calamità per la provincia di Rovigo. Il Soprintendente regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto, Ugo Soragni, auspica un aumento dei fondi per contribuire a risolvere i danni subiti dai beni culturali. Soragni riferirà al ministro dei beni culturali i dati raccolti dai soprintendenti dei capoluoghi veneti. I beni prioritari sono le chiese del Polesine, la Basilica del Santo e di Santa Giustina a Padova, la statua dei giardino Papadopoli a Venezia e altri luoghi del veneziano.
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