La conta dei danni al patrimonio artistico e culturale del Veneto la stanno facendo in queste ore i sovrintendenti dei capoluoghi, ieri riuniti in un summit a Venezia coordinato dal direttore regionale Ugo Soragni, che oggi sarà a Roma per conoscere l'entità delle risorse messe a disposizione dallo Stato per i lavori di ripristino. Prioritari la messa in sicurezza del campanile di Sant'Antonino a Ficarolo e di altre chiese in Polesine, il monitoraggio della Basilica di Sant'Antonio e di Santa Giustina a Padova e il restauro della statua caduta ai Gardini Papadopoli di Venezia. «Il problema sono i fondi spiega Soragni ogni anno alla nostra direzione arrivano 810 milioni, ma per la tutela di tutto: beni culturali, architettonici, verifiche sismiche, restauri. Ci vorrebbero maggiori risorse: solo una verifica sismica costa 2030 mila euro, più ne facciamo meno soldi abbiamo per la manutenzione, fondamentale per evitare crolli in caso di scosse». Insomma, è il gatto che si morde la coda. Per mettere in sicurezza e conservare l'enorme ricchezza presente nella nostra regione ci vorrebbero milioni di euro. Prova ne siano gli stanziamenti della Regione a tutela della propria parte, minima, di immobili (ville venete per lo più): dal 2004 al 2012 ha speso 22 milioni di euro. «Ogni anno ne stanziamo altri 45 per la manutenzione ordinaria e la messa in sicurezza e ulteriori 57 per investimenti strutturali rivela l'assessore alla Cultura, Marino Zorzato . Ora sono in corso lavori di messa in sicurezza di affreschi e copertura a Villa Contarini per 2,7 milioni e restauri a Villa Venier per 1,6». Quanto riguarda al resto dei siti, la direzione dei Beni culturali, per risparmiare almeno sulle verifiche sismiche senza sacrificarne numeri e qualità, ha sottoscritto convenzioni con le Università. «I monitoraggi sono partiti da qualche anno conferma il professor Claudio Modena, docente al Dipartimento di Ingegneria civile, edile e ambientale di Padova anche perchè i crolli registrati durante il sisma sono dovuti a mancata o non appropriata manutenzione, carenza pesantissima. Nelle nostre chiese è entrata acqua per anni. Sono in corso mappature su edifici strategici e rilevanti, al fine di redigere una lista di priorità che consentirà di indirizzare al meglio le risorse, man mano che arrivano. Il progetto, nato sotto la spinta della Protezione civile, comprenderà a breve anche musei nazionali e ponti storici. Il problema sono i diversi proprietari dei beni culturali, divisi tra Stato, Regione, Comuni, Vaticano e privati». Al momento sono sotto osservazione le sedi di Padova e Verona delle Sovrintendenze; la Chiesa di San Fermo, il cimitero Arche Scaligere, l'Arena e altri monumenti a Verona, grazie anche al contributo del Comune, il Duomo di Conegliano; le gallerie dell'Accademia, i campanili dei Fran e del Torcello a Venezia; la chiesa sconsacrata di Santa Margherita, trasformata in museo, a Treviso; la chiesa di Santa Sofia, il teatro Verdi e il castello a Padova (già messi in sicurezza il Salone e il centro culturale San Gaetano); la Chiesa di Santa Corona e il palladiano palazzo Chiericati (musei civici) a Vicenza; le chiese danneggiate dal sisma in Polesine; alcuni edifici storici nel Bellunese. «Bisogna fare una manutenzione costante avverte Soragni con interventi semplici, come gli incatenamenti che tengono unite la facciata e il muro laterale e il ripristino delle coperture contro le infiltrazioni».
TERREMOTO (VENETO) - Beni culturali: c'è la lista delle priorità, non i soldi. Oggi vertice al ministero per il riparto delle risorse
I sovrintendenti dei capoluoghi del Veneto si sono riuniti a Venezia per discutere della tutela del patrimonio artistico e culturale della regione. La priorità è la messa in sicurezza del campanile di Sant'Antonino a Ficarolo e di altre chiese in Polesine, il monitoraggio della Basilica di Sant'Antonio e di Santa Giustina a Padova e il restauro della statua caduta ai Gardini Papadopoli di Venezia. Il direttore regionale Ugo Soragni ha sottolineato che ogni anno la direzione riceve 810 milioni di euro, ma solo una verifica sismica costa 2030 milioni di euro.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo