Impossibile accedere, inagibili le sale e il percorso. Il castello è chiuso. Puntellata la galleria di Santa Barbara, comignoli da rinforzare nella piazza La sfida, chiamiamolo il sogno, è di riaprire ai visitatori Palazzo Ducale già questo fine settimana e festeggiare la Repubblica italiana aprendo sabato alla cittadinanza, gratis, il Giardino dei Semplici. E far entrare il pubblico anche nella Camera degli Sposi, quanto prima. Sarebbe il segnale che Mantova reagisce subito con il suo simbolo più noto al mondo, Palazzo Ducale. Visti i danni, pesanti, ieri è stata chiamata la ditta Leali e sono iniziati i lavori. Ecco un bilancio. Camera degli Sposi. Intatti gli affreschi del Mantegna, che ritraggono la famiglia Gonzaga. Si è staccato un pezzo di intonaco frutto di precedente restauro vicino a una lunetta, in un punto marginale. Il nuovo restauro verrà affidato a Chiara Ceriotti, esterna, e a Wanda Malacarne del laboratorio interno di restauro. Per ora non si può accedere soprattutto perché il castello di San Giorgio è chiuso, la sala delle Sigle ha lesioni alle volte e bisogna mettere in sicurezza le torri prima di far accedere le persone. Corridoio puntellato. L'opera del Bertani ha subito danni rilevanti al soffitto: gli incannucciati che reggono l'intonaco del corridoio di Santa Barbara si sono staccati dalle arene. In epoca settecentesca erano stati fissati con fili di ferro che la calce ha corroso. Erano indeboliti e il terremoto li ha strappati. Va consolidata la struttura, prima che le nuove scosse facciano crollare tutto. Per lavorare in sicurezza si sta puntellando il soffitto. Ieri sono stati collocati 18 piedi telescopici, altri 15 lo saranno oggi. Sale danneggiate. Le sale che hanno subito danni sono parecchie: Manto, Pisanello, Arcieri, Capitani, Troia, le Galleria Nuova, dei Mesi e della Mostra. Le riparazioni tengono. Una buona notizia riguarda i risarcimenti con malta elastica per chiudere le crepe del 20 maggio: non c'è bisogno di nuovi ritocchi. Senza, le fessure si sarebbero sicuramente allargate. Piazza Castello. Mentre per Santa Barbara ci si è fermati, è probabile che collassi anche la cupola e il rischio per gli operatori è troppo alto, è iniziata ieri la messa in sicurezza dei comignoli di piazza Castello, oltre una dozzina. Saranno cerchiati con fasce metalliche perché, all'ispezione con la piattaforma, hanno evidenziato fessure ad andamento verticale. Lo stesso sarà fatto per un comignolo dei tetti che si affacciano sul Giardino dei Semplici. Cosa si potrà visitare. Lo slalom tra le sale vietate, dovrebbe comprendere l'appartamento di Isabella d'Este, la Domus Nova, la Galleria Nuova, l'appartamento di Vincenzo e la zona dei Fiumi, la Sala dello specchio, gli Arazzi, la zona del Morone e del Pisanello. Sicuramente inagibili: Corte Nuova, Sala dei marmi e Galleria dei Mesi. L'unità di crisi. Ieri in sovrintendenza è stata costituita l'unità di crisi. Nel pomeriggio c'è stata la visita dei vigili del fuoco che hanno permesso di riaprire gli uffici su piazza Paccagnini, evacuati martedì. La sovrintendente Giovanna Paolozzi Strozzi ha ritenuto di utilizzare solo piano terra e primo piano (lasciando vuoto il secondo e terzo) per una fuga più agile. Oggi riunione con i custodi per ripassare il piano di emergenza. Salvato un Bazzani. Tra i quadri più importanti, salvati nei sopralluoghi in provincia di lunedì (per fortuna non martedì) un importante Bazzani che troverà riparo oggi a Palazzo Ducale. I trasporti di opere d'arte sono comunicati ai carabinieri del capitano Ilari. Il team. Nel team terremoto, ricordiamo Renata Casarin, Stefano L'Occaso, Wanda Malacarne, Giuseppina Marti, Giovanni Rodella, i tecnici Massimo Piccolo e Mario Bonanno, Tiziana Mantovani e Chiara Reggiani del laboratorio di restauro, Nello Saccenti e Giuseppe Loreto, il direttore amministrativo Francesco Vezzani, l'informatico Fabrizio D'Amato, la segretaria Ilenya Apollonio. Tutti supportati dai capoturno del Palazzo. La sovrintendente Giovanna Paolozzi Strozzi è in contatto continuo con la direzione regionale, le Curie di Mantova e di Cremona, il prefetto e la segreteria del ministero.