Il Governo ha dato il via libera alla ricostruzione Saranno rinviate a dicembre le tasse e i versamenti C'è voluta la seconda e terribile botta del terremoto per far partire i provvedimenti del Governo e mettere sul piatto due miliardi di euro, come si legge in un documento che elenca le azioni: «Concessione di contributi a fondo perduto per la ricostruzione e riparazione delle abitazioni danneggiate dal sisma, per la ricostruzione e la messa in funzione dei servizi pubblici (in particolare le scuole), per gli indennizzi alle imprese e per gli interventi su beni artistici e culturali». Parole chiare, da trascrivere in un decreto legge specifico, che si attendevano già subito dopo il 20 maggio, per questo non sono mancante le accuse e i fischi a Monti, ma solo dopo le nuove scosse si è passati a queste decisioni. Pur nella tragedia fa piacere la decisione di adottare «un decreto ministeriale di rinvio dei versamenti fiscali e contributi a settembre», seppure chi ha subito ingenti danni o perso il lavoro si aspetta di saltare del tutto i pagamenti. Meno piacere, ed è ampio il fronte dei contrari, per la decisione di aumentare la benzina: «A copertura di questi interventi è stato deciso l'aumento di 2 centesimi dell'accisa sui carburanti per autotrasporto così come l'utilizzo di fondi resi disponibili dalla spending review». Alla fine la 'tassa sulla disgrazia' è arrivata. Per fortuna anche «la proroga del pagamento delle rate del mutuo e la sospensione degli adempimenti processuali e dei termini per i versamenti tributari e previdenziali, degli sfratti». Per le imprese e il sistema economico il Consiglio dei Ministri, si è riunito ieri, è pronto «all'individuazione di misure per la ripresa dell'attività economica. In particolare il credito agevolato» e «la deroga del Patto di stabilità, entro un limite definito per i Comuni, delle spese per la ricostruzione». Azioni che permettono di far girare l'economia e superare il blocco dovuto al terremoto. Tutto bene nelle intenzioni, poi bisognerà vedere il peso effettivo delle misure. Il vice ministro Vittorio Grilli, ieri durante il question time alla Camera, ha dato i primi numeri: «Un fondo con una dotazione di un miliardo di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014». Per quanto riguarda la sospensione dei tributi, Grilli ha comunicato alla Camera «che fino al 30 settembre 2012 sono sospesi i termini delle dichiarazioni e dei versamenti relativi ai seguenti tributi: Irpef, Ires, Iva, Irap, Addizionali Irpef Regionale, Addizionali Irpef Comunale, Imu». Sulle iniziative esprime soddisfazione Franco Gabrielli, capo della Protezione civile: «Non posso non salutare positivamente il provvedimento del Governo che avrà un effetto importante perchè si tradurrà in fiducia». Intanto sul fronte organizzativo il Governo ha deciso che «al Presidente della Regione sono affidati i compiti di Commissario per la ricostruzione». Si conferma il lutto nazionale per lunedì prossimo, un minuto di silenzio in tutte le scuole e si invitano i commercianti a chiudere i locali e le attività durante i funerali delle vittime. Un invito alla sobrietà anche alle televisioni per modificare il palinsesto. Misure concrete e simboliche quelle decise dal Governo Monti. «Le scelte fatte sono molto importanti - ha commentato il Presidente della Regione Vasco Errani,- vanno nella direzione chiesta da noi e su cui il governo Monti ha assunto un impegno. Il decreto dà ai cittadini e alle imprese una certezza. La ricostruzione comincerà presto, si farà bene e in trasparenza, contrastando le infiltrazioni mafiose e agendo nell'interesse della comunità». Ci crede il governatore, ma mostra pure cautela: «Il decreto è un passo avanti, vedremo se sarà sufficiente. Ma è un messaggio chiaro». Rispetto agli intenti «vaghi» denunciati da imprenditori e amministratori locali dopo la prima iniziativa, relativa al sisma del 20 maggio, ci sono numeri e impegni. Che non soddisfano tutti, a iniziare dalle associazioni di categoria riunite in Rete Italia (Cna, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio, Casartigiani) che in una nota scrivono: «I primi interventi annunciati dal Governo sono un passo importante, al quale deve però seguire un'attuazione il più possibile tempestiva». Come San Tommaso se non toccano, non credono. E avanzano richieste per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali: «Occorre mettere in campo risorse adeguate, in grado di garantire il ricorso agli ammortizzatori sociali e alla Cig in deroga, evitando di aumentare il disagio sociale in una fase così critica per imprese e lavoratori». Senza stipendi la gente non spende e la merce resta negli scaffali e i laboratori artigiani chiudono. Sul lato imposte «le proroghe fiscali e contributive previste sono essenziali, anche se occorre considerare la possibilità di estenderle oltre il mese di settembre, vista la gravità e la complessità della situazione in atto». Alla fine il govenro parla di dicembre. Ma c'è chi ha chiesto non solo la sospensione e il rinvio ma proprio l' annullamento di una parte delle tasse; a iniziare da quella sulla casa (l'Imu). Intanto altre risorse si spera di ottenerle dall'Europa (e ci sono contatti in questo senso) e numerosi parlamentari, diversi i colori politici, propongono di destinare la 'legge mancia' alle zone colpite dal sisma. Stesso discorso per le risorse destinate al finanziamento dei partiti. (gi.ba.ni)