La proposta dell'ateneo per trasferire i 600mila volumi della biblioteca danneggiata dalle scosse sismiche PISA Usare una delle tante caserme dismesse in città per ospitare la Biblioteca universitaria e i suoi 600mila volumi, che da martedì sono stati banditi dal Palazzo della Sapienza per non comprometterne la stabilità con il loro peso. È una delle tante proposte che l'unità di crisi dell'Università mette sul tavolo il giorno dopo la chiusura della sede di giurisprudenza, sancita con un'ordinanza del sindaco Marco Filippeschi per motivi di sicurezza. E se ne discuterà già lunedì prossimo, giorno in cui il rettore Massimo Augello ha convocato una conferenza dei servizi a cui parteciperanno le massime istituzioni locali (sindaco, presidente della Provincia, prefetto e il direttore regionale dei Beni culturali, Maddalena Ragni) e i rappresentanti del Mibac, ministero della Cultura, e della Difesa: di quest'ultimo dicastero ci sarà il sottocapo di Stato Maggiore, ammiraglio Cristiano Bettini. La macchina organizzativa. Dopo lo choc della chiusura della Sapienza «il giorno più brutto del mio mandato» l'ha definito Augello ora è il momento di rimboccarsi le maniche: «C'è gente a cento chilometri da qui che muore per il terremoto e non vogliamo anteporre le nostre emergenze alle vere priorità del Paese», premette il rettore. Proprio per questo e per il «momento difficile dei conti pubblici, abbiamo ipotizzato scambi: noi mettiamo a disposizione i nostri edifici e la biblioteca, che è sotto la responsabilità del Mibac, vada in un luogo che possa ospitarla». Augello ricorda che «un Palazzo del Cinquecento non è progettato per ospitare libri ai piani superiori» e ora lo impone anche l'ordinanza sindacale. Le altre operazioni. Il trasloco dei volumi è solo il primo passo: porterà via diversi mesi; al termine, bisognerà capire quanto la Sapienza ha subito il carico dei libri nel corso dei secoli (la biblioteca è lì dal 1823) e quanto le scosse di questi giorni hanno ulteriormente compromesso le criticità che stava studiando da un anno e mezzo l'équipe guidata da Walter Salvatore, uno dei massimi esperti italiani di tecnica delle costruzioni e rischio sismico. Il successivo consolidamento dell'immobile è la parte più «dolorosa» e non si può nemmeno fare una stima provvisoria dell'investimento necessario, perché alcuni solai non sono accessibili e non si è potuto visionare l'entità delle crepe. La didattica. Nell'immediato l'operazione più impegnativa è stata la continuità della didattica: nemmeno un esame o una laurea sono stati cancellati e già ieri mattina era operativo un front office in via Curtatone (da lunedì prossimo si sposta al polo Carmignani) e un sito internet che spiegano in quali strutture devono recarsi gli studenti. «Un lavoro colossale, c'è gente che non ha dormito di notte per questo risultato», loda il rettore; «Un grazie a tutta l'unità di crisi» aggiunge il prorettore all'edilizia Sandro Paci. Il peggio deve ancora arrivare, perché ora le lezioni sono terminate, ma a settembre si riprende. La sfida nella sfida, secondo Paci, è «riuscire a mantenere l'unità di giurisprudenza proprio nei mesi in cui scompaiono le facoltà». Cioè non sparpagliare eccessivamente i ragazzi e, nello stesso tempo, gestire la nascita dei maxi dipartimenti previsti dal nuovo statuto. Le altre biblioteche. In Sapienza ci sono 15 km di scaffali di testi "nazionali", ma anche 3,5 km di volumi sotto responsabilità accademica. Saranno spostati anche quelli, in gran parte nell'archivio di Montacchiello, ma resterà attiva la consultazione con prenotazione online e consegna il giorno seguente tramite staffetta.