Si è svolta ieri in piazza Duomo, organizzata da Sinistra Ecologia Libertà, la conferenza stampa per denunciare l'approvazione da parte del consiglio comunale del progetto Le "economie del turismo" che, secondo quanto denunciato dagli esponenti di Sel, prevede 588 ettari di edificazioni, un mega porto turistico di 1.200 posti barca e 1.000.000 mc di cemento nella riserva naturale orientata "Oasi del Simeto". Sulla vicenda Sel ha presentato un esposto alla Procura. Alla conferenza stampa hanno partecipato Marcello Failla, responsabile Territorio, e Massimo Blandini, responsabile Ambiente, del circolo cittadino "Rinascita". «Sinistra Ecologia Libertà - hanno detto - ritiene scandaloso che il consiglio comunale e la giunta municipale di Catania, senza alcun voto contrario, abbiano approvato un progetto come "Le economie del turismo", ricadente in zona pre-riserva dell'Oasi del Simeto e in totale contrasto con la legislazione vigente in materia di tutela del territorio. Il consiglio comunale non ha tenuto conto dei vincoli determinati dalla legge Galasso, che tutela i corsi d'acqua, vietando l'edificabilità a meno di 300 metri dai fiumi e dei divieti previsti dal regolamento sull'Oasi del Simeto. La decisione assunta con tale leggerezza dal consiglio comunale e dalla giunta Stancanelli è ancor più grave se si considera il grave impatto ambientale delle nuove edificazioni. Il progetto "Le economie del turismo" prevede infatti l'urbanizzazione di 588,30 ettari di territorio: il 90 dell'area di protezione della riserva (pre-riserva) sarebbe quindi compromessa. Inoltre si propone un'incredibile e distruttiva cementificazione della zona B. Verrebbero così edificate nuove costruzioni per circa 300.000 mq, per oltre 1.000.000 di metri cubi: una previsione che non tiene in alcun conto la necessità di garantire una armonica integrazione del territorio dell'area di pre-riserva nel sistema di tutela ambientale della riserva». «L'ondata di cemento - hanno aggiunto Failla e Blandini - non risparmierebbe nemmeno la costa, con l'escavazione di un'area di oltre 56 ettari per la creazione di uno specchio d'acqua interno, da adibire a porto canale per 1.200 posti barca, mentre viene prevista la realizzazione in campo da golf (area risorsa n.2) di 182 ettari, trasformati con inevitabili costruzioni di servizio e di fruizione e catastrofici fabbisogni di acque di irrigazione, a danno del malridotto fiume Simeto. Tutta la nuova area sarebbe servita da una rete di viabilità interna ampia da 8 a 14 metri per un totale di almeno 20 ettari di territorio asfaltato». «E' evidente - hanno concluso - anche il contrasto con le indicazioni del Piano per l'Assetto Idrogeologico. Infatti, le aree interessate ricadono in aree a rischio idrogeologico, con livelli di rischio e pericolosità tali da rendere irrazionale la previsione di qualunque edificazione sotto gli aspetti ambientale, urbanistico e di tutela idrogeologica. Di tale programma costruttivo allo stato non esiste né la Valutazione Ambientale Strategica (Vas) e né la Valutazione d'Incidenza (VI), rese obbligatorie dal Dlgs 3 aprile 2006 n. 152. Sinistra Ecologia Libertà invita tutti gli enti che tra pochi giorni parteciperanno alla conferenza dei servizi indetta dal sindaco Stancanelli, ad esprimere parere negativo, nel pieno rispetto delle norme vigenti, affinché anche a Catania possa affermarsi un modello di sviluppo turistico compatibile con la salvaguardia del territorio, unica ricchezza della nostra decadente economia». 31052012