A Palazzo della Meridiana mostra curata da Giuseppe Marcenaro e Piero Boragina Un percorso "davanguardia" tratto da collezioni private, unica eccezione una tela della Carige È davvero bella, maestosa, la Genova protagonista dei ricordi di vedutisti e paesaggisti, celebrata dalle parole di scrittori e viaggiatori illustri. È lei la città del porto, con il suo camminamento, della basilica di Carignano della Chiesa dellAngelo o del Rimedio che stava in via Giulia (quella che ora è via Venti Settembre), a fianco dello studio del Maragliano e poi venne di fatto trasportata in piazza Alimonda dove la vedi, in parte, tuttora. Sono tanti piccoli racconti, alcuni inediti, custoditi in case private. Racconti per immagini, fissate su acquerelli, incisioni, olii, si possono vedere da oggi al palazzo della Meridiana, nella mostra Genova, la bella vale a dire "un Sogno di primo Ottocento" che Piero Boragina e Giuseppe Marcernaro, raffinati storici e appassionati darte hanno realizzato. Grazie alla decisione dellAssociazione Amici di Palazzo della Meridiana, presieduta dallingegner Davide Viziano, che ha voluto far vedere almeno alcune di quelle «inaspettate sorprese di cui la nostra città è ricca». Sono 58 opere, affidate dai privati a Marcenaro e Boragina, più 16 incisioni settecentesche che si impongono allingresso dellesposizione. Giuseppe Marcenaro spiega, usando lironia: «il principio che muove la mostra è la ricerca del collezionismo privato, il più difficile da poter mostrare. E questa "Genova la bella" diventa la mostra più inattuale e, quindi, estremamente davanguardia». Inattuale, perché riscopre tesori seguendo un solo filone: Genova e la sua bellezza, allavanguardia come laverla messa insieme solo con prestiti dei privati e ununica eccezione: la grande veduta che è della Cassa di Risparmio. Sottolinea Pietro Boragina: «Proprio nellOttocento, la città raggiunge lacme della sua bellezza paesaggistica». Al punto che cè chi sceglie una piccola immagine rinchiusa in un medaglione per istoriare la sua carta da lettere in pergamena, mentre le lodi di scrittori e viaggiatori colti si moltiplicano e si collegano. Nelle sale dellesposizione, tra acquerelli e olii, tra incisioni e tempere si capisce bene quello che i due curatori riassumono così: « è come se un viaggiatore straniero arrivasse e si facesse colpire dalla bellezza di qualcosa. Alfred de Musset: «Lho vista obliqua sullacqua, Genova la bella», Charles Dickens si sofferma «a osservare Genova prima di entrare in porto», Sthendal annota: «Sono arrivato alla bella chiesa di Carignano». E cè chi vuol tenere per sé un immagine simbolo e riproduce, in piccolo, come uno schizzo di diario, la Lanterna, più che mai simbolo di umana città allora davvero Superba. La mostra resta aperta da oggi a domenica 5 agosto, tutti i giorni (escluso lunedì) dalle 12 alle 19. Sabato e domenica dalle 11 alle 19.