Nella collezione del valore di un milione oltre 200 pezzi rubati Quattro denunciati per ricettazione Le opere sottratte a chiese e conventi del centro-sud Linsegnante spendeva ogni domenica fino a 10mila euro a Porta Portese «È la mia passione». Così si è difeso un insospettabile professore di storia dellarte davanti ai carabinieri del reparto tutela Patrimonio culturale quando sono entrati nel suo appartamento scoprendo oltre 200 oggetti artistici. Una passione, quella di P. R., sessantenne in pensione, soprattutto per gli arredi sacri, con il vezzo per calici e reliquiari dargento e oro, messali, sculture di Santi, Madonne e putti, candelabri, corone, aureole, quadri e libri, con cui aveva trasformato la sua casa nel quartiere di San Pietro in un vero museo diocesano. Con il solo inconveniente che quella collezione personale, del valore commerciale complessivo di oltre un milione di euro, costruita in dieci anni di assidua frequentazione del mercato domenicale di Porta Portese, oltre ad altri mercatini dantiquariato della città, sfoggiava beni frutto di quaranta furti, consumati tra il 1977 e il 2007, ai danni di chiese, conventi, cattedrali, seminari, biblioteche di Roma e Lazio, Campania, Umbria, Toscana, Marche e Abruzzo. Dai banchi di scuola di un liceo ai banchi dei mercati antiquari, il professore spendeva ogni domenica tra i mille e i 10mila euro per la sua esposizione casalinga di opere datate dal '200 all800, compresi reperti archeologici detà imperiale. Loperazione, presentata ieri dal tenente colonnello Raffaele Mancino, ha portato allidentificazione e alla denuncia per ricettazione di quattro persone, ossia i principali venditori della refurtiva e probabilmente gli stessi autori dei furti, oltre al professore «appassionato» che è stato deferito a piede libero. «Le indagini ci hanno permesso di contrastare un traffico illecito di opere darte condotto da persone specializzate nel localizzarle e rubarle nelle chiese», racconta Mancino. E i beni di tipo ecclesiastico finivano diritti sugli stand di Porta Portese. Quattro mesi di monitoraggio di venditori con precedenti giudiziari hanno portato gli uomini del comando di via Anicia a individuare il sistema di smistamento della refurtiva, riconoscendo quel "cliente speciale" che ogni domenica acquistava qualche pezzo, perfino altari marmorei smontati in varie parti. Dopo fotografie e pedinamenti, la perquisizione ha consentito di recuperare la preziosa refurtiva che ora sarà riconsegnata alle rispettive diocesi. Tra le opere di maggior pregio, cinque calici in argento cesellato del '600, di cui uno reca liscrizione "Petrus Beretini", alias Pietro da Cortona, trafugati dal Conservatorio di SantEufemia di Roma, una Madonna con Bambino a grandezza naturale, in legno, del '300, e un messale in argento sbalzato dei primi del '700 del celebre argentiere romano Sebastiano Greci da Arcevia. Tra le curiosità, 17 libri copti del '200 rubati in Etiopia, e riconsegnati allambasciata.
ROMA - Calici, messali e madonne nella casa-museo del prof con il pallino dellarte sacra
Riassunto in massimo 200 parole:
Un professore di storia dell'arte, sessantenne in pensione, è stato arrestato per ricettazione dopo che la polizia ha scoperto oltre 200 opere d'arte rubate in chiese e conventi del centro-sud Italia nella sua casa a Porta Portese. La collezione, valutata a oltre un milione di euro, era stata costruita in dieci anni di frequentazione del mercato domenicale di Porta Portese e altri mercatini dantiquariato della città. Il professore, che si era difeso affermando che la sua passione per l'arte lo aveva spinto a raccogliere opere, era stato deferito a piede libero.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo