Sono salvi i 500 posti di lavoro dei dipendenti della Ales Spa, almeno per l'immediato. È il decreto legge numero 7 del 31 gennaio a reperire ulteriori risorse (12 milioni di euro) che serviranno a coprire le spese dei contratti dei lavoratori Ales, la società a totale partecipazione statale che ha l'appalto con il ministero dei Beni Culturali per la manutenzione e la custodia dei siti archeologici e culturali. Per la Campania sono oltre 250 i lavoratori impegnati in ben 18 siti diversi, come Castel Sant'Elmo, la biblioteca di Palazzo Reale, gli scavi di Pompei ed Ercolano; alcuni di questi siti sono addirittura completamente gestiti dai lavoratori Ales. È facile immaginare che cosa sarebbe successo nel caso in cui, scaduti gli affidamenti, gli operai si fossero visti recapitare lettere di licenziamento come accaduto, nei giorni scorsi, ad alcuni loro colleghi del Lazio. La Ales, il cui 70 è detenuto da Italia Lavoro ed il restante 30 direttamente dal ministero dei Beni Culturali, nasce nel 2000 per regolarizzare le posizioni di molti lavoratori precari dello stesso ministero; sono, infatti, tutti ex lsu (lavoratori socialmente utili) che hanno ottenuto contratti a tempo indeterminato. In pratica, i licenziamenti sono congelati fino al 31 dicembre 2005, mentre per l'assegnazione dei prossimi affidamenti sono previste gare d'appalto ad evidenza pubblica con l'inserimento della clausola sociale. Nel corso dell'incontro tenutosi il primo febbraio a Roma, alla presenza del sottosegretario ai Beni culturali Nicola Bono, si è discusso anche di questo ed è stato deciso di costituire un tavolo tecnico tra Ministero e sindacati per trovare una soluzione anche per il futuro. I rappresentanti sindacali temono, infatti, che l'assegnazione degli affidamenti a privati comporterebbe dei "licenziamenti indiretti"; per questo si rifanno ad una sentenza del Consiglio di Stato che in un caso simile, la scorsa estate, ha stabilito che per le società a totale partecipazione pubblica, come lo è la Ales, è possibile assegnare direttamente l'appalto senza passare per la gara di assegnazione ad evidenza pubblica. «Da parte del Governo - ha detto il sottosegretario Bono - è stata espressa ampia disponibilità a creare le condizioni per iniziare subito il confronto con le parti sociali in ordine alle modalità con cui procedere alla salvaguardia dei livelli occupazionali. Inoltre, è stata ribadita l'intenzione di sviluppare, in sede di conversione del decreto, ogni necessaria azione per il reperimento delle risorse finanziarie relative alle coperture anche per il biennio 2006-2007». Per adesso, dunque, Pompei, Ercolano, Palazzo Reale non corrono rischi... Per adesso.