L'orologio che non segna più lo scorrere del tempo è il triste simbolo dei terremoti, di tutti i terremoti. Anche a Mirandola c'è un orologio, quello del duomo, con i suoi numeri romani, esposto fra le macerie. Questa volta il tempo torna indietro. E tutto da rifare, tutto da ricominciare: organizzazione dell'emergenza, verifiche e messe in sicurezza, computo dei danni. «E tutto da rifare. - dice Carla Di Francesco, il direttore regionale per i Beni culturali dell'Emilia Romagna - Bisognerà nuovamente stabilire cosa è agibile e cosa no.. Ma ieri era presto come mostra il dramma delle vittime sepolte dai crolli mentre facevano le verifiche quando la terra si è risvegliata e ha ricominciato a tremare. «Conosciamo bene i rischi legati alle scosse di assestamento e se questo è un nuovo terremoto bisogna aspettarsele, quindi per oggi non è assolutamente il caso che le squadre tecniche si rechino in zona, sarebbe troppo pericoloso., sottolinea Di Francesco. Ma il bilancio, si può prevedere già da ora, sarà pesante: «il sisma - ha detto la sovrintendente che ieri ha percorso intorno alle 13 le zone colpite - ha agito su un patrimonio già indebolito.. A Mirandola la parte storica non esiste più: il Duomo, le chiese di san Francesco e di San Felice. nella frazione di San Giacomo la facciata della chiesa. Nelle chiese crollate ieri, ha spiegato Carla Di Francesco, «erano già stati segnalati danni lievi e, a ogni scossa, il bilancio si aggrava.. Anche il tessuto urbano minore della città di Pico è gravemente compromesso: «Molti edifici nel centro di Mirandola sono lesionati-riferisce la sovrintendente - c'è grande pericolo.. Carpi è un altro comune colpito. E parzialmente crollato il campanile ed è crollata la croce del Duomo. In un primo momento si era diffusa la voce che fosse morto il parroco, che, per fortuna, ha subito solo un forte choc. Morto è invece don Ivan, parroco di Santa Caterina a Rovereto, in provincia di Modena. Una chiesa di campagna, senza un particolare valore artistico. Al momento della scossa alle 9 e 01, don Ivan era all'interno del tempio con due vigili del fuoco per portare in salvo gli arredi sacri e una statua della madonna. A Crevalcore, in provincia di Bologna, è stato evacuato l'intero centro storico. Le scosse di ieri hanno interessato un'area molto vasta, toccando alcuni dei gioielli più significativi dell'arte e della architettura italiana. Mantova e Padova insieme a tanti piccoli comuni. A Padova la Cappella degli Scrovegni non sembra aver subito danni. Invece si sono accentuate le lesioni già presenti nella basilica del Santo, particolarmente nelle prime due cupole verso la facciata. Un sopralluogo sui monumenti della città del Santo è stato fatto, ieri pomeriggio, da Franco Miracco, consulente del ministro Ornaghi e Ugo Soragni, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Veneto. Fessurazioni anche nelle volte e nelle cupole della Basilica di Santa Giustina, mentre al Palazzo della Ragione le scosse hanno riaperto delle vecchie crepe che erano state già restaurate. CHIESE CHIUSE A Mantova sarebbe crollato il cupolino della chiesa di Santa Barbara nel palazzo Ducale. A Venezia le scosse di ieri, e particolarmente quella delle 9 di mattina, si sono percepite distintamente. I danni - tuttavia- ha comunicato il sindaco Or-soni. esprimendo solidarietà «alle popolazioni colpite mentre stavano cercando di rialzarsi., sono limitati. Il cardinal Carafa. arcivescovo di Bologna. ha deciso, in via precauzionale, la chiusura di tutte le chiese delle zone colpite. anche quando gli edifici non sono stati dichiarati inagibili. L'ordine riguarda i vicariati di Persiceto-CastelIranco. Cento. Galliera e Budrio, zone che comprendono comuni anche nelle province di Modena e Ferrara dove ci sono stati crolli gravi. «Si provveda - si legge - a predisporre luoghi decorosi all'aperto, dove celebrare le liturgie festive e feriali, inclusi i funerali, i matrimoni e gli altri atti di culto, lontani da occasioni di pericolo». La decisione nasce prendendo atto dei danni subiti dalle scosse del 20 maggio e di ieri e tiene conto «della responsabilità morale che obbliga a provvedere l'incolumità delle persone.
TERREMOTO - Mantova, crolla il capolino Danni a Padova e Venezia
A Mirandola, in Emilia Romagna, un terremoto ha colpito la città, causando danni gravi ai monumenti storici e alle chiese. L'orologio del duomo è stato distrutto, mentre la chiesa di San Francesco e di San Felice sono state gravemente danneggiate. A Pico, in Emilia Romagna, molti edifici nel centro della città sono stati lesionati. A Carpi, in Emilia Romagna, il campanile e la croce del Duomo sono stati crollati. A Crevalcore, in provincia di Bologna, è stato evacuato l'intero centro storico. Le scosse hanno interessato anche altri comuni, come Mantova e Padova, dove sono stati segnalati danni alle chiese e ai monumenti.
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