Caduta la punta del campanile di Santa Barbara Cambiato lo skyline della città ducale di Sabrina Pinardi No, non è più lo stesso lo skyline di Mantova, il marchio di fabbrica della città, il profilo mozzafiato che si riflette nei laghi e accoglie chi arriva dal ponte di San Giorgio. La prima scossa, quella delle 9, ha piegato la lanterna, il cupolino terminale del campanile di Santa Barbara, la basilica palatina di Palazzo Ducale. La seconda, quella delle 12.56, l'ha fatta venir giù. E quella punta che manca è diventata il simbolo della città ferita dal sisma. La basilica, eretta nel 1500 per volontà di Guglielmo Gonzaga, pantheon della nobile famiglia, non sembra aver subito altri danni. Ma non si può dire altrettanto per Palazzo Ducale, del cui complesso monumentale la chiesa fa parte, che sabato aveva riaperto il percorso di visita di Corte Vecchia dopo il sisma del 20 maggio. «Si sono riaperte le crepe che avevamo restaurato pochi giorni fa spiega la soprintendente Giovanna Paolozzi Strozzi , siamo daccapo». Si ricomincia, con nuovi sopralluoghi per verificare la tenuta statica dei muri, con altri interventi per colmare le crepe ed evitare la caduta di stucchi e frammenti di fregi e cornici. Tutta la reggia rimarrà chiusa fino a nuovo ordine, anche il Castello di San Giorgio con l'ingresso alla Camera Picta di Andrea Mantegna, uscita miracolosamente illesa, ma vicina a sale che invece hanno avuto la peggio. Il 20 maggio era andata bene a un altro gioiello, Palazzo Te. Non questa volta: la scossa delle 9 era passata senza danni. Ma, alle 12.56, quando la terra ha ricominciato a tremare, sui muri della reggia sono comparsi i primi segni del sisma. E stata colpita, soprattutto, l'ala del Palazzo che guarda a nord, verso la città. Tra le sale danneggiate quella dei Cavalli, dove si sono sollevati e staccati frammenti della pellicola pittorica di un affresco. E poi ci sono le cadute d'intonaco e di decorazioni nella Loggia delle Muse e le tante crepe: «Si sono mosse molte fessurazioni, anche passanti spiega il direttore Stefano Benetti , domani (oggi per chi legge, ndr) faremo un sopralluogo per una diagnosi di carattere statico». Ma tutto il centro storico di Mantova, oggi, sarà sotto esame. Una vistosa crepa ha segnato la facciata della medievale Casa del Mercante, recentemente restaurata. Danneggiati il Duomo e la Torre della Gabbia, altro emblema medievale della città, dal quale si è staccata una grossa pietra. Calcinacci e crepe anche a Palazzo San Sebastiano e al Museo Diocesano. Ieri sera, alle 20.28, l'ennesima scossa ha fatto traballare la speranza che sia finita qui. CORRIERE DELLA SERA - 30 maggio 2012