BASSANO ROMANO - Si torna a parlare del palazzo Giustiniani Odescalchi. Ed a farlo è il comitato spontaneo sorto per tutelare il complesso storico in seguito al taglio drastico subito dai finanziamenti destinati al suo pieno recupero. Il rischio, infatti, è quello di lasciar cadere nel dimenticatoio una questione così delicata ed importante. La volontà del comitato "Pro Palazzo Giustiniani", è proprio quella di mantenere alta l'attenzione sulla problematica, proseguendo nella costante ricerca di iniziative favorevoli alla causa. E' per questo che nei prossimi giorni tutti i responsabili dei partiti locali riceveranno un documento da sottoporre all'attenzione dei propri esponenti politici presso le commissioni Cultura di Camera e Senato. Una richiesta d'intercessione, dunque, che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe condurre ad un ripensamento del ministro Urbani circa il radicale troncamento sui fondi destinati al restauro del seicentesco complesso. Una decisione, quella del ministero per i Beni e le Attività culturali, che ha portato ad una riduzione del 96 sui fondi del "Programma Lotto" originariamente canalizzati verso Bassano Romano: dai 17milioni e 290mila euro indicati nel piano finanziario per il triennio 2004-2006 del giugno scorso, si è passati ai 642mila euro attuali. "Riteniamo - si legge nel documento del comitato - che un provvedimento di questo tipo sia inammissibile per un bene storico di notevole valenza artistica ed ambientale e che versa in condizioni pessime con situazioni di vero pericolo pubblico, stante la collocazione del palazzo nel centro del paese. Chiediamo -conclude la lettera - che s'intervenga in tempi brevi per la messa in sicurezza esterna e rivolgiamo accorato appello affinchè sia stabilito un finanziamento congnio per porre fine al degrado, che rischia di divenire irreversibile". Prima di tutto, dunque, si dà massimo risalto all'intervento urgente della messa in sicurezza del complesso. Intanto, le voci che circolano relativamente ad un incremento di 2,5 milioni di euro per questi primi interventi di tamponamento, ancora non sembrano trovare concreto fondamento