Luigi De Falco Assessore all'Urbanistica Comune di Napoli Comune, provveditorato e sovrintendenze al lavoro per ridisegnare via Caracciolo Gentile direttore, appare utile fornire all'opinione pubblica il resoconto dello stato delle procedure che vedono impegnati Comune Provveditorato alle opere pubbliche e gli organi decentrati del ministero per i Beni culturali, per completare le opere di definitivo ridisegno delle scogliere di via Caracciolo secondo gli indirizzi di salvaguardia del paesaggio, che tutti i soggetti istituzionali coinvolti hanno comunemente espresso nelle fasi propedeutiche all'evento velico. Giovedì scorso si è svolto a palazzo San Giacomo il tavolo tecnico convocato dal sottoscritto, per valutare le soluzioni di rimodella-mento della scogliera di Rotonda Diaz in coerenza con la disciplina di tutela e quella urbanistica vigenti sull'area. Presenti, oltre al sottoscritto, Gregorio Angelini - direttore regionale peri beni paesaggistici della Campania, Giovanni Guglielmi - provveditore alle opere pubbliche, Attilio Auricchio - capo di gabinetto del sindaco, gli architetti Dispoto e Ferulano - dirigenti del Comune, i professori Mario Calabrese del Politecnico di Napoli e Carmine Piscopo - presidente della Commissione Edilizia Comunale, l'architetto Ricolo della Direzione Regionale peri beni paesaggistici, gli ingegneri Taglialatela e Prisco del Provveditorato, Monica Tommaselli del dipartimento gabinetto del sindaco. I lavori facevano seguito all'incontro dell'8 maggio nel quale il Provveditore, delegato dal Comune per la progettazione e realizzazione delle opere, aveva consegnato il progetto per la rimozione dei prolungamenti della scogliera. In quella occasione il tavolo decideva di aggiornarsi per consentire al Provveditorato di completare gli studi meteo marini necessari per definire le scelte progettuali. La soprintendenza aveva infatti prescritto la rimozione delle parti affioranti dei nuovi tratti di scogliera, trasformandole in barriere soffolte per metri 0,50 sotto il livello del mare, rimettendo in vista l'ottocentesca muratura frangifiutto occlusa alla vista da ulteriori tratti di scogliera. La soprintendenza (come pure il piano regolatore) prescriveva che tale soluzione fosse preceduta da uno specifico studio meteomarino. Gizzi prescriveva l'integrale rimozione dei nuovi tratti di scogliera, se lo studio avesse dimostrato l'impraticabilità della soluzione. Il progetto per la rimozione dei nuovi tratti di scogliera è stato intanto approvato dal Comune, come atto dovuto, e pure l'architetto Gizzi, giustificando la sua assenza alla riunione, ha intanto reso l'approvazione della Soprintendenza. Pur in assenza del Soprintendente, il tavolo ha ritenuto di procedere con la consapevolezza che solo quando il Soprintendente sarà disponibile a esaminare l'esito degli studi sarà possibile procedere alla riconfigurazione della scogliera secondo le prescrizioni. Il professore Calabrese ha quindi illustrato gli studi effettuati, prospettando due modalità alternative di trasformazione della scogliera. In entrambe le ipotesi i prolungamenti della scogliera foranea vengono resi soffolti al di sotto del livello del mare per m - 0,50, secondo le prescrizioni. Una prima ipotesi prevede che il muro venga liberato per quasi duecento metri dalla scogliera. La seconda conserva la parte soffolta della scogliera a ridosso del muro, ai soli fini della sua protezione. Il direttore regionale Angelini ha raccomandato di non snaturare le caratteristiche paesaggistiche che fanno del luogo un sito meritevole della tutela paesaggistica dichiarata nel vincolo vigente. Il capo di gabinetto e il sottoscritto hanno rassicurato Angelini che è ferma intenzione dell'Amministrazione pedonalizzare via Caracciolo e la Rotonda Diaz e che ogni trasformazione rispetterà le prescrizioni del vincolo, quelle del piano regolatore e quelle del piano paesistico vigenti. Il tavolo, in considerazione dell'assenza del Soprintendente Gizzi, non ha potuto definitivamente fornire al professore Calabrese l'opzione tra le due soluzioni prospettate essendo determinante il parere del Soprintendente che avrebbe dichiarato la sua disponibilità a essere presente solo martedì prossimo, alle ore 17. In quella data si conta finalmente di concludere le procedure necessarie per conseguire l'atteso risarcimento del danno al paesaggio causato dagli interventi degli anni '80. La coesione tra le istituzioni resta sicuramente indispensabile e, forse, a Napoli sarà la prima volta che si manifestano tra loro unità di obiettivi.