La decisione su palazzo del Podestà slitta alla prossima settimana. Lo ha detto ieri il sindaco al termine della seduta di giunta nella quale ha illustrato gli esiti deludenti della missione romana al ministero dell'Interno, dove è stato per chiedere quella deroga al patto di stabilità che consenta di avviare l'appalto da 14 milioni per il recupero dell'edificio duecentesco. «Ci siamo riservati una pausa di riflessione - afferma Sodano - in attesa di avere, la prossima settimana, altre notizie in base alle quali, poi, decidere il da farsi». L'ottimismo sembra aver preso il sopravvento, negli ultimi giorni, sulla delusione: «Mantova - spiega il primo cittadino - è stata dichiarata zona terremotata e, quindi, la competenza sui monumenti danneggiati passerà dalla protezione civile al ministero per i beni culturali. Ebbene, sono d'accordo con il prefetto Ruffo che tramite lui, presenteremo la richiesta al ministro Ornaghi per intervenire sul palazzo in degrado e pericoloso per i cittadini». Sodano è deciso: «Noi siamo orientati a fare i lavori perché, per motivi di incolumità pubblica, non si può lasciare l'edificio in quelle condizioni». L'amministrazione farà di tutto per non sforare il patto di stabilità. «Studieremo la possibilità di caricare su quest'anno solo un minimo di spesa e di lasciare al prossimo quella più grossa. Da qui a dicembre non è che si possa fare un granchè di lavori, al massimo l'impresa potrà avviare il progetto esecutivo». E aggiunge: «Noi comunque, rispetto ad altri, abbiamo un vantaggio: quello di avere in cassa tutti i soldi necessari per il recupero. E' più problematico - conclude - intervenire sulla Torre della Gabbia visto che non ci sono risorse accantonate; fortunatamente la perizia tecnica di cui disponiamo non ci segnala la necessità di un intervento immediato».