ROMA. «Si deve capire che una proroga» per la discarica di Malagrotta «sarà necessaria, visto che in due anni non sono stati capaci di trovare una soluzione alternativa. Almeno altri sei mesi questa discarica deve rimanere aperta». Alla fine si è tornati lì dove eravamo partiti. Da Malagrotta, alla periferia della Capitale. La storica discarica sarà ancora una volta il contenitore finale dei rifiuti di Roma. Per altri sei mesi e forse anche di più. Così ha detto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini e così sarà. Ma per andare e dove? Mentre a Villa Adriana si festeggia, altrove comincia montare la protesta. A Riano e nella Valle Galeria, quasi contemporaneamente, c'è chi annuncia «barricate» contro il rischio dell'arrivo dei rifiuti. Il neo commissario per l'emergenza Goffredo Sottile, infatti, lo dice chiaro e tondo: un sito dentro Roma è più comodo «però tutto è possibile». In giornata il vicesindaco di Riano Italo Arcuri scrive ai ministri della salute, della cultura e dell'ambiente, Renato Balduzzi, Lorenzo Ornaghi e Corrado Clini e parla di «rischio di salute pubblica» in caso di discarica a Pian dell'Olmo. «A difesa di Quadro Alto e Pian dell'Olmo c'è un presidio permanente h24 che va avanti da mesi - ricorda poi -. I due siti, uno all'interno del Comune di Riano e l'altro solo formalmente all'interno del Comune di Roma, distano meno di 300 metri. Cittadini, comitati e la stessa amministrazione comunale sono pronti alle barricate». Giorgio Coppola del coordinamento Riano No Discarica chiede un incontro a Sottile: «Noi vogliamo lavorare insieme a lui ma deve ascoltarci: al posto di un sito alternativo noi auspichiamo una soluzione alternativa a Malagrotta. Se decidessero per Pian dell'Olmo noi sosterremo il nostro diniego in tutte le forme». Dalla Valle Galena, dove già insiste la mega discarica di Malagrotta, invece, si leva la voce del minisindaco Gianni Paris. «Contro l'arrivo di una nuova discarica siamo pronti a rappresentare l'esasperazione di una comunità che non ce la fa più e a che a causa dell' inquinamento muore il 28 in più del resto della città per tumori. Nella Valle Galeria si rischia la rivolta. Sia Monti dell'Ortaccio sia Monte Carnevale - spiega -, i due siti sui quali si è tornato a discutere ricadono nel XV municipio. Da 35 anni il territorio sopporta il peso dei rifiuti di tutta Roma. Qui non solo insiste la più grande discarica d'Europa ma ci sono siti altamente impattanti dal punto di vista ambientale come una raffineria e un inceneritore di rifiuti ospedalieri». Sullo sfondo scorrono le dichiarazioni stridenti del sindaco di Roma Gianni Alemanno e della governatrice Renata Polverini: secondo il primo una discarica all'interno dei confini comunali non sarebbe opportuna; per la seconda non è credibile che non si riesca a trovare un sito tra Roma e provincia e Allumiere è quello meno idoneo. Insomma, l'unica certezza, per ora è quella di Corcolle, scampata all'arrivo dei rifiuti. «In trecento abbiamo brindato alla salvezza di Villa Adriana - dice il coordinatore del movimento Salviamo Villa Adriana Urbano Barberini -, ora speriamo che una volta per tutte si risolva il problema dei rifiuti».