Nelle «fondazioni di partecipazione» innovative collaborazioni tra pubblico e privato Pioggia di adesioni all'iniziativa. Si allarga la consapevolezza che investire in creatività e formazione può aiutare lo sviluppo I modelli. Alcuni soggetti statali e locali stanno sperimentando nuove formule per coniugare l'intervento di investitori esterni con l'interesse generale La rilevante crescita dell' "economia della cultura" nel nostro Paese, soprattutto nel corso dell'ultimo decennio, è stata accompagnata da una costante, e oggi drastica, riduzione di risorse per la gestione dei servizi di carattere culturale. Per questo motivo, sia gli enti del settore sia le pubbliche amministrazioni, sono obbligati a percorrere strade nuove ed alternative per finanziare le attività di carattere culturale. Assistiamo quotidianamente a episodi eclatanti che testimoniano la difficoltà di gestire il nostro patrimonio artistico o pianificare iniziative culturali: dal crollo all'interno degli scavi di Pompei alle proteste degli operatori dello spettacolo, dall'abbandono di antichissimi siti archeologici alla mancanza di risorse per garantire l'apertura dei musei. È possibile immaginare soluzioni innovative che permettano, almeno in parte, di dare sostegno alla nostra "economia della cultura"? Una strada passa per una maggiore incentivazione del coinvolgimento dei "privati", creando partnership virtuose, con lo sviluppo di modelli alternativi, in grado di coniugare innovazione e sostenibilità. Un ruolo di primo piano possono svolgerlo gli enti senza scopo di lucro e, analizzando i veicoli giuridici del Terzo Settore in Italia - ad esempio, associazioni, fondazioni, comitati -, quello che sembrerebbe essere più funzionale allo sviluppo di modelli innovativi, anche in ambito culturale, è sicuramente la fondazione di partecipazione. Si tratta di un ente che, grazie alla sua versatilità, ha trovato applicazione in numerosi ambiti di intervento - dalla cultura all'assistenza sociale, dalla ricerca scientifica alla tutela dell'ambiente e alla valorizzazione del patrimonio artistico -, poiché consente di coniugare interessi privati e finalità di interesse generale, permettendo il raggiungimento di un necessario equilibrio fra questi due aspetti, in apparenza dicotomici. Di necessità virtù dovrebbe dirsi, ed infatti alcuni enti pubblici alla ricerca di nuove formule per fronteggiare la cronica lacuna di risorse da destinare ad attività di carattere culturale, hanno deciso di utilizzare questo modello. Una modalità innovativa che consente all'ente pubblico di continuare a fornire un servizio alla collettività, stimolando il coinvolgimento di soggetti privati intenzionati ad apportare il proprio contributo. E' interessante che, nell'ipotesi citata, la fondazione di partecipazione non si occupi solo di realizzare e gestire direttamente iniziative in ambito culturale, ma operi anche "indirettamente", svolgendo un'attività di fundraising in favore di enti senza scopo di lucro, musei ed istituzioni culturali. Inoltre, la presenza dell'ente pubblico - quale dominus del progetto - deve essere considerata come un indice di grande trasparenza, in quanto non solo si avrebbe la certezza che le attività realizzate dalla fondazione e le risorse raccolte da quest'ultima siano effettivamente indirizzate in favore di progetti di interesse generale, ma conforterebbe i sostenitori della fondazione riguardo alla qualità delle iniziative. Per incentivare la partecipazione ed il sostegno a questa tipologia di fondazione è necessario identificare delle "leve", anche di natura fiscale. Da notare che, alla luce degli orientamenti contenuti in una recedente circolare dell'Agenzia delle Entrate, è stata definitivamente ammessa la possibilità per gli enti pubblici di partecipare alla costituzione di un ente senza scopo di lucro qualificato fiscalmente come Onlus oppure di assumere un'influenza dominante al loro interno. Si tratta di una novità di grande rilievo, considerato che tali veicoli godono di una fiscalità particolarmente vantaggiosa e permettono al donatore di avere accesso alle agevolazioni previste. Si fa strada una nuova concezione di welfare locale che, tramite l'adozione di modelli volti al superamento delle tradizionali modalità legate alla esternalizzazione dei servizi, vede la pubblica amministrazione quale parte attiva all'interno di questo processo di cambiamento. Resta il problema del reperimento delle risorse necessarie, in quanto i trasferimenti da parte dell'amministrazione centrale in favore degli enti che si occupano di iniziative culturali vanno sempre più diminuendo e, come le risorse distribuite "a pioggia" non sempre hanno generato risultati degni di nota. Oggi, più che mai, è necessario stimolare azioni di sostegno, ragionando in un'ottica di investimento, attuando iniziative volte a fornire un contributo non solo di carattere economico e identificando, contestualmente, modalità alternative per il reperimento di nuove fonti di finanziamento. Fra queste rientrano, senza alcun dubbio, le sponsorizzazioni, ma anche in questo caso è necessario ragionare in un'ottica di sistema e di coordinamento. Al riguardo, sono degne di nota due recenti iniziative realizzate dalle Camere di Commercio di Monza-Brianza e di Milano, che hanno istituito uno sportello dedicato alle sponsorizzazioni ed agli "investimenti culturali" al fine di agevolare l'incontro tra pubbliche amministrazioni, enti culturali, privati ed imprese intenzionate a sostenere il settore della cultura. Tuttavia, il contributo da parte dei soggetti privati non può essere sufficiente per garantire la sostenibilità del settore, e resta, in ogni caso, indispensabile un intervento - sia strategico che operativo - da parte del "pubblico". I modelli descritti non hanno, infatti, l'obiettivo di sostituirsi alla pubblica amministrazione, ma quello di fornire strumenti che, in complementarietà, possano supportare la produzione e l'erogazione di servizi di interesse collettivo. Per far ciò, bisogna creare le condizioni, anche attraverso specifici interventi normativi, affinché all'interno dello spazio (sempre maggiore) esistente fra stato e mercato, gli "enti intermedi" possano esprimere il proprio potenziale anche tramite lo sviluppo di progettualità innovative, che consolidino una nuova alleanza, tra pubblico e privato. Le regole del gioco, devono tener conto di tutti questi aspetti, focalizzando l'attenzione non solo sugli assetti istituzionali, ma anche - e soprattutto- sulle finalità perseguite e le esigenze di tutti gli stakeholders.
Il Terzo settore volano per la cultura
In Italia, la "economia della cultura" sta crescendo, ma le risorse per la gestione dei servizi culturali stanno diminuendo. Per questo motivo, gli enti pubblici stanno cercando nuove formule per finanziare le attività culturali. Una di queste formule è la fondazione di partecipazione, che consente di coniugare interessi privati e finalità di interesse generale. Questo modello è stato adottato da alcuni enti pubblici e ha permesso di stimolare il coinvolgimento di soggetti privati e di aumentare le risorse disponibili per le iniziative culturali. Tuttavia, per incentivare la partecipazione e il sostegno a questa tipologia di fondazione, è necessario identificare delle "leve", anche di natura fiscale.
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