Corsi e ricorsi storici per Palazzo Ducale, deposito, scrigno, forziere. Novant'anni fa furono i bollori degli uomini, oggi i tremori della terra. 1915: la Grande Guerra soffia sempre più vicina e minacciosa, occorre mettere al riparo le opere d'arte. Già, ma dove? È nella reggia dei Gonzaga che vengono parcheggiate le collezioni civiche e lì resteranno fino ai giorni nostri (il braccio di ferro tra sovrintendenza e Comune è storia recente, sanata dall'accordo su un inventario condiviso). Maggio 2012: il terremoto sorprende, terrorizza, ferisce la Bassa e lesiona sessanta chiese. Nove sono in bilico, sull'orlo del collasso, per tutte si pone la stessa necessità. Occorre trovare un riparo ai beni mobili, tele, statue, crocefissi (attualmente vigilate dalle pattuglie contro i predoni dell'arte). Già, ma dove? Sempre a Palazzo Ducale. L'ipotesi è stata avanzata l'altro ieri, durante il vertice tra sovrintendenze, diocesi, vigili del fuoco, carabinieri del nucleo di tutela del patrimonio culturale. Proprio nella reggia dei Gonzaga. Il trasloco delle opere è l'ultima fase di un piano che prevede tre passaggi successivi, modulati sulle priorità. Per prima cosa occorre puntellare le nove chiese in bilico, valutarne lo stato di malattia e scongiurare danni alle persone in caso di crollo (le squadre d'emergenza si metteranno all'opera lunedì). Quindi si potrà pensare alle altre chiese ferite, per risolverne i problemi strutturali. Infine toccherà alle opere d'arte. Sull'argomento interviene anche Carla Di Francesco, direttore regionale dei beni culturali e paesaggistici dell'Emilia Romagna (già alla guida della direzione lombarda), che ai microfoni di "Radio anch'io" dichiara: «Siamo impegnati a salvare il salvabile. Prima si curano le ferite poi si pensa a ciò che è crollato».