Fervono i preparativi per la prossima Mostra di Venezia. Come sempre in questa stagione si pensa al Palazzo del Cinema e agli annessi. Oggi vi è una spinta in più: la concorrenza del rinnovato Festival di Roma, sulla cui poltrona siede l'agguerrito Muller, si fa pressante. Chi ha avuto l'ardire di frequentare la Mostra di Venezia sa che da tre anni fervono (si fa per dire) i lavori per il nuovo Palazzo, tante volte presentato con sussiego. Risultato: da due anni un enorme cavità, appena transennata per decenza, occupa lo spazio prospiciente il mare e rende il luogo assai triste. Ieri il ministro Ornaghi (rientrato da Cannes!) ha ricevuto le associazioni ambientaliste inquiete per la sorte di quello spicchio dell'isola, dove si vive anche nel resto dell'anno. L' oscena buca sarà riempita vista la decisione di rinunziare al palazzo per mancanza di soldi e la presenza di amianto, ma non potranno essere ripiantati tutti i pini secolari nel frattempo abbattuti. Si prevede un brullo spiazzato. Ancora una volta nel nostro paese la situazione è grave ma non è seria.