Rifiuti. Pecoraro dopo la «rimozione»: «Che succede ora? Chiedetelo a Monti». Ornaghi: ha prevalso la ragionevolezza Il governo sostituisce il prefetto che era favorevole. Polemica la Polverini L'emergenza Malagrotta, dopo 30 anni di attività, è quasi esaurita dopo molte proroghe ROMA La discarica dei romani non si farà a Corcolle, nei pressi di Villa Adriana, patrimonio dell'Unesco. Ieri il Consiglio dei ministri, dopo uno snervante braccio di ferro che durava da settimane, ha accolto le dimissioni del prefetto Giuseppe Pecoraro, che fino a giovedì sera sosteneva che il sito era idoneo. Al suo posto è stato nominato un altro prefetto, Goffredo Sottile: tocca ora a lui fare in modo che le strade di Roma non si trasformino in una pattumiera a cielo aperto come purtroppo è avvenuto a Napoli. Ma il tempo stringe. Malagrotta, che da oltre 3o anni ingoia gli scarti della Capitale, è quasi esaurita dopo molte proroghe. A dire «no» a Corcolle sono stati i ministri dell'Ambiente, Corrado Clini, e dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, oltre al sindaco di Roma, Gianni Alemanno. L'unica a sostenere questa scelta era Renata Polverina, presidente della Regione Lazio. Che la situazione fosse preoccupante lo dimostra il fatto che ieri il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha telefonato a Clini che poi si è limitato a dire: «Con il Colle ci sono molti punti di collaborazione». Secondo il ministro dell'Ambiente «esistono soluzioni più favorevoli» per l'individuazione della discarica, ma «a Roma dobbiamo evitare prima di tutto che si crei una situazione di emergenza rifiuti». Parole condivise da Ornaghi che aggiunge: «E sbagliato chiedersi chi ha vinto e chi ha perso. Un'impostazione di questo tipo non ci porta da nessuna parte. Alla fine possiamo dire che ha prevalso la ragionevolezza delle diverse parti. E il risultato ci consente di dire che oggi è una buona giornata per la cultura: Villa Adriana è un luogo talmente bello che non può essere sfregiato». A leggere, però, con attenzione le parole scritte da Renata Polverini in una lettera inviata ieri al premier Monti si capisce il rospo che la governatrice del Lazio ha dovuto mandare giù con la bocciatura di Pecoraro: «Gli esiti del Consiglio dei ministri aprono scenari imprevisti, e per certi versi preoccupanti. La mia giunta in pochi mesi ha posto rimedio a mancanze e omissioni compiute da tutti i livelli istituzionali», con un chiaro riferimento al fatto che per legge la decisione su dove collocare la discarica spetta al Comune di Roma. Poi Polverini aggiunge: «La Regione non metterà più bocca sulla scelta dei siti delle discariche...». La replica del sindaco Gianni Alemanno è più pacata: «Comprendo che le dimissioni del prefetto Pecoraro possano generare nervosismo, ma la competenza per individuare le aree idonee o non idonee è delle province sulla base del Piano regionale». Non la pensa così il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che dopo avere fatto aumentare la differenziata da 25 mila a 800 mila utenti in 4 anni, rilancia: «Mi auguro che si volti pagina». E Enrico Gasbarra (Pd) taglia corto: «Basta liti Polverini-Alemanno: si riuniscano governo, commissario ed enti locali per trovare soluzioni serie». Ma ora che succede? «Chiedetelo a Monti», risponde stizzito Pecoraro, infuriato e deluso per l'imprevista bocciatura. Sottile in un paio di settimane potrebbe annunciare il sito più adeguato: tra le aree già individuate dalla Regione Lazio, le più probabili sono Pian dell'Olmo (a nord della Capitale), Monti del-l'Ortaccio e Monte Carnevale (zone vicino l'attuale discarica di Malagrotta). L'ipotesi di portare i rifiuti a bruciare nelle regioni del Nord o all'estero si fa ogni giorno più concreta. La decisione. Le aree scelte e l'avvio degli espropri In vista della chiusura della discarica di Malagrotta, il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro individua due nuovi siti, a Riano e in località Giardini di Corcolle-San Vittorino. Nell'ottobre del 2011 parte l'iter per gli espropri dei terreni La protesta. Il patrimonio deturpato e le acque Cresce il movimento dei cittadini contro la discarica che sorgerebbe a 700 metri da Villa Adriana (patrimonio Unesco). In più si teme l'inquinamento della falda acquifera Gli intellettuali. Le 5.000 firme da tutto il mondo Contro la discarica vicino Villa Adriana viene promossa anche una raccolta di firme di intellettuali e docenti di tutto il mondo che raggiunge 5 mila firme. A difendere la scelta resta il governatore del Lazio Prefetto Giuseppe Pecoraro
Villa Adriana, la discarica non si farà
Il Consiglio dei ministri ha accolto le dimissioni del prefetto Giuseppe Pecoraro, che sosteneva la scelta di collocare la discarica dei rifiuti a Corcolle, nei pressi di Villa Adriana. Al suo posto è stato nominato Goffredo Sottile. La scelta è stata appoggiata dai ministri dell'Ambiente e dei Beni culturali, oltre al sindaco di Roma, Gianni Alemanno. La Regione Lazio ha espresso la sua opposizione alla scelta. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha telefonato al ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, per discutere della situazione. Il ministro Ornaghi ha affermato che la ragionevolezza delle diverse parti ha prevalso.
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