ROMA La priorità è quella di evitare che si ripeta quello che successe ad Assisi, quando con il terremoto di Marche e Umbria, nel settembre '97, crollò la volta della Basilica di Assisi, morirono quattro persone, due delle quali erano funzionari del ministero impegnati nei sopralluoghi. Per questo motivo, dopo le ultime violentissime scosse, il prefetto Fabio Guttuso Carapezza supertecnico inviato dal ministero dei Beni culturali ha sospeso le verifiche all'interno di chiese e monumenti. Troppo presto per una stima, ha spiegato, «ma è certo che i danni sono molto gravi, le condizioni molto peggiorate con tetti sfondati e crolli per campanili, chiese, centri storici, fortificazioni». Del Duomo tardo gotico di Mirandola, in provincia di Modena, non rimangono che macerie. E così a Carpi, dove il tetto crollato del Duomo ha ferito il parroco o a Rovereto, nella Bassa modenese, dove la parrocchia di Santa Caterina si è sbriciolata uccidendo il parroco che cercava di salvare la statua della Madonna. Sono soprattutto le chiese e i loro campanili i primi simboli dello sfregio del sisma. Ma non solo. Perché con le nuove scosse di ieri e con la terra inquietata dai sussulti in tutto il nord sono crollati questa volta anche castelli, fortezze, palazzi, in alcuni casi interi piccoli centri storici. Sconquassi e crepe che hanno devastato l'Emilia, ma ferito anche Lombardia e Veneto. A Mantova è stato evacuato Palazzo Ducale. A Padova sono salvi i preziosissimi affreschi di Giotto della Cappella degli Scrovegni, ma il terremoto ha accentuato le lesioni già presenti in due delle cupole della Basilica di Sant'Antonio, dove sono crollati anche cornicioni, intonaci, frammenti di parete. Anche a Venezia le scosse hanno fatto cadere il capitello di una statua in pietra ai Giardini Papadopoli. E con la terra che trema ancora il pericolo non è finito. Forte di un'esperienza lunga oltre 15 anni e diversi terremoti nel settore dei rischi per i beni culturali, il prefetto Carapezza lavora all'organizzazione dei soccorsi. Ieri in Emilia il prefetto ha incontrato il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, i vigili del fuoco e i responsabili delle soprintendenze. (fab.i.)
Sospese le verifiche sui monumenti. Il supertecnico: Al momento è troppo pericoloso. Nuovi gravi danni al patrimonio artistico
Il terremoto che ha colpito l'Emilia e il nord Italia ha causato danni gravi a chiese, monumenti e centri storici. La priorità è evitare che si ripeta il disastro di Assisi del 1997, quando la Basilica di Assisi è crollata uccidendo quattro persone. Il prefetto Fabio Guttuso Carapezza ha sospeso le verifiche all'interno di chiese e monumenti. I danni sono stati devastanti, con tetti sfondati, crolli per campanili e chiese, e centri storici come Mirandola e Carpi sono stati gravemente danneggiati. Sono stati anche crollati castelli, fortezze e palazzi, e interi piccoli centri storici sono stati devastati.
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