Il monumento del Cassaro fu edificato dalla famiglia Tetano e Giusino Anche palazzo Cesarò di corso Vittorio Emanuele si trova nella morsa della crisi finanziaria. Da oltre quindici mesi sono fermi i lavori di ristrutturazione. E' una "perla" del Settecento che venne edificata dalla famiglia Tetano e Giusino poco prima del terremoto del 1726. Vent'anni dopo, vennero apportate importanti modifiche volte ad abbellire l'edificio. Furono realizzati affreschi eseguiti da Olivio Sozzi nel salone maggiore, un ambiente che serviva per le grandi serate di ballo, con le nobildonne a sfoggiare vestiti all'ultima moda e preziosi gioielli. Un luogo delizioso, pieno di atmosfera, è la cavallerizza con un susseguirsi di colonne in pietra Billiemi. E' uno dei pochi locali rimasti in buono stato che non risente dei danni del tempo. Nel 1776 l'immobile passò a Teodato Colonna. Era fratello minore del più famoso Marcantonio, il viceré che si rese famoso per avere fatto realizzare nel 1778 la villa pubblica chiamata "Giulia" dal nome della prima moglie, principessa Giulia Avalos di Stigliano. Teodato Colonna era sposato con due figli e dal 24 al 27 ottobre 1774 partecipò con tutta la sua famiglia ai numerosi festeggiamenti in onore del fratello. La presenza del viceré a Palermo durò soltanto pochi giorni. Il palazzo dopo i moti del 1848 venne abitato per alcuni anni da Stefano Tedeschi Oddo e dalla sua famiglia, che era originaria di Alimena. Stefano era laureato in medicina e allo scoppio della seconda guerra d'Indipendenza si trasferì a Torino e si arruolò nell'esercito piemontese con i gradi di tenente medico. Per le sue imprese nelle battaglie di Montebello, di Palestro, di Magenta e di Solferino fu decorato con tre medaglie d'argento al valor militare. Fu tra i 42 siciliani salpati da Quarto il 5 maggio 1860 al seguito dei Mille. Assistette i feriti durante i combattenti, distinguendosi in particolare nella battaglia di Calatafimi. Il dottor Stefano Tedeschi venne premiato dal generale Giuseppe Garibaldi con una medaglia d'argento e una pergamena. A cavallo tra Ottocento e Novecento l'edificio subì alcune ristrutturazioni e fu diviso in appartamenti. Il corpo basso venne affittato a diversi commercianti che operavano nei settori degli abbigliamenti e dell'editoria. Nel corso della seconda guerra mondiale il palazzo subì parecchi danni dalla pioggia di bombe che caddero sulla città nel maggio del 1943. Nel dopoguerra i danni vennero riparati, ma altre "ferite" arrivarono dal terremoto del 1968. Oggi si cerca di dare la giusta dignità alla struttura. Si attende, quindi, la ripresa dei lavori per allungare l'elenco dei "gioielli" del Cassaro restituiti alla città. V. P. 30052012
SICILIA - PALERMO. La crisi ferma i lavori a Palazzo Cesarò
Il palazzo Cesarò di corso Vittorio Emanuele a Palermo è un edificio del Settecento che fu costruito dalla famiglia Tetano e Giusino. Venne edificato poco prima del terremoto del 1726 e subì modifiche nel 1747. Il palazzo è noto per il suo salone maggiore con affreschi di Olivio Sozzi e per la cavallerizza con colonne in pietra Billiemi. Nel 1776 passò a Teodato Colonna, fratello minore del viceré Marcantonio. Il palazzo fu abitato da Stefano Tedeschi Oddo e dalla sua famiglia, che era originaria di Alimena.
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