«Il Piccolo Teatro ha uno dei migliori archivi che ci siano. Ma se Andrea Jonasson e Mara Bugni hanno voluto donare l'eredità privata di Strehler al Comune di Trieste non possiamo impedirlo. Purché in quella eredità ci siano solo cose personali che si trovano su quell'asse ereditario. In amicizia verificheremo che nelle 124 casse donate a Trieste non sia finito materiale di mera pertinenza artistica, perché quello dovrebbe andare al Piccolo». Il direttore del Piccolo Teatro, Sergio Escobar, all'annuncio della donazione a Trieste dell'archivio privato di Strehler, tiene a sottolineare che il Piccolo ha conservato in archivio quanto è di suo legittimo possesso, ma intende vedere dentro le 124 casse. «Sulle cose che sono sull'asse ereditario non posso pronunciarmi. Ma leggo che il direttore dei musei di Trieste, Adriano Dugulin, accenna a 1.500 bozzetti, foto di scena e altro: se ciò è vero, questo materiale dovrebbe finire nel nostro archivio, che è uno dei più documentati d'Italia e consente una completa conoscenza di Strehler». In effetti poco è dato a sapere sul contenuto esatto delle casse. Per conto dell'ente regionale teatrale del Friuli la dottoressa Agnese Colle ha compilato negli anni scorsi un elenco delle carte, che non viene reso noto. Tanto che nemmeno l'assessore alla cultura del comune di Trieste, Paris Lippi, è stato nelle condizioni di poter prendere, per ora, visione del materiale contenuto nelle casse. Dunque il Piccolo chiederà che si aprano finalmente le casse. Ma perché le scenografie sono in comodato a Udine? «Abbiamo dato in comodato scene degli spettacoli di Strehler realizzati con Damiani e Frigerio. Tutto non ci sta in magazzino e mi sembra corretto aderire alla richiesta dì chi vuol fare una esposizione permanente». Cosa conserva l'archivio del Piccolo? «Oltre al fondo Strehler, l'archivio del Piccolo conserva, per donazione delle famiglie, i fondi di altri grandi dello spettacolo, come Ernesto Calindri e Fiorenzo Carpi. Di Strehler ci sono 20 faldoni di scritti pubblicati e non, e poi un milione di ritagli stampa relativi, in gran parte, al lavoro di Strehler. Quindi 5.000 manifesti delle opere del Piccolo, in gran parte di Strehler, 5.000 programmi di sala e poi bozzetti e figurini e quasi 50.000 foto di scena e video degli spettacoli e registrazioni». Perché talvolta i privati tendono a non lasciare le carte ereditate a Milano? «Forse un problema di leadership della città. Talvolta sembra non avere un buon rapporto in confronto con i suoi artisti, da vivi. È il caso, ritengo, di Marco Zanuso e, in parte, di Strehler. Il quale, tuttavia, non aveva un rapporto sereno nemmeno con Trieste».