Un gestore unico per il sistema «cultura» capitolino. Questo l'obiettivo a medio termine che la giunta Veltroni si prefigge di raggiungere con l'acquisizione del 75 per cento della società Zètema, attualmente di proprietà di Acea e Costa edutainment, che cura i servizi dei Musei Capitolini. «Il senso è chiaro - spiega l'assessore capitolino alla cultura, Gianni Borgna - Intendiamo allargare il perimetro di intervento di Zètema, che cinque anni fa vinse il bando per la gestione dei soli musei romani. Allargando questo perimetro, si andrà verso la creazione di una sorta di server comunale che renderà più efficiente la gestione dei servizi di tutti i musei comunali». Con la sola eccezione degli spazi esposirivi, dunque, stesso logo, stesso marketing, stessa comunicazione per i musei di Roma, fra i quali il Museo Napoleonico, Palazzo Braschi, il Museo di Roma in Trastevere, Villa Torlonia, il nascente Museo del Giocattolo e quello che ospiterà la collezione De Chirico all'Aranciera di Villa Borghese, realizzato con le opere della donazione Bilotti. Del resto, la gestione secondo criteri manageriali della cultura, ha portato risultati importanti. I Musei Capitolini sono diventati il fiore all'occhiello della Capitale: orari prolungati, apertura nei giorni festivi, innovativi sistemi di sicurezza e un piano di comunicazione efficace hanno portato più volte il superamento del record di affluenza. L'acquisizione della Zètema «avverrà secondo il valore del patrimonio netto così come risulta dai bilanci del 31 dicembre 2004 - precisa l'assessore al bilancio Marco Causi - che pur non essendo ancora materialmente disponibili, dovrebbe aggirarsi intorno ai 900 mila euro». La delibera per l'acquisizione delle quote di Zètema è stata varata ieri dalla giunta capitolina ma dovrà affrontare tutto l'iter per approdare in consiglio comunale, quindi, raccogliere il parere dei municipi. Non è affatto da escludere che dall'acquisizione della società possano venire nuove assunzioni: attualmente la Zètema conta circa 600 dipendenti ma «320 nuove assunzioni - ricorda l'assessore alla cultura Borgna - vennero proprio in conseguenza della vincita di quel bando di gara di cinque anni fa, e in quel caso si è trattato di molti lavoratori socialmente utili».