Trenta piani di acciaio e vetro, che potrebbero sorgere in un quartiere sotto vincolo ambientale Un rendering del palazzo di trenta pianiUn rendering del palazzo di trenta piani Del nuovo palazzo della Provincia c'è qualcosa più di un'idea. C'è un disegno (rendering), che mostra un palazzo di trenta piani e che la Provincia ha reso pubblico, in una mostra. Quanto basta perché i cittadini di viale Piceno e dintorni lo ribattezzassero «ecomostro». Trenta piani di acciaio e vetro, che potrebbero sorgere in un quartiere sotto vincolo ambientale. «È tutto fermo - dice l'assessore all'Urbanistica della Provincia, Fabio Altitonante -. C'è l'idea di razionalizzare le undici sedi, accorpare gli uffici, 1.700 dipendenti, risparmiare 6 milioni di euro all'anno di affitto e 9 di riscaldamento». E c'è anche la localizzazione: sul lato posteriore dello storico Brefotrofio provinciale, costruito nel 1914, anch'esso edificio con vincolo, monumentale. Ieri, un gruppo di residenti ha incontrato Altitonante e chiarito che «sarà battaglia». La Provincia ha messo in vendita la sede di via Corridoni (il bando è scaduto il 22 maggio ed è andato deserto), per 50 milioni di euro. Lascerebbe gli uffici di viale Jenner per concentrarli tutti in viale Piceno. In vendita anche l'edificio che s'affaccia su piazzale Dateo. Il nuovo grattacielo avrebbe una superficie lorda di pavimento di 15.000 metri quadrati, la metà del Pirellone. «Esiste una prospettiva di razionalizzazione degli spazi, perché i costi devono essere ottimizzati, ma questo progetto di torre che c'era nel passato non è oggi all'ordine del giorno», precisano dalla presidenza. «L'impatto sul quartiere - dice Michele Sacerdoti, consigliere di zona 3 - sarebbe disastroso, lo si vedrebbe da tutto l'asse di corso Indipendenza, protetto nel 1990 da vincolo ambientale perché l'asse viario risulta cono prospettico di notevole interesse nell'insieme dei giardini e delle aree piantumate nonché degli impianti edilizi che, pur nella loro frammistione, mantengono ancora leggibili i caratteri tipologici-edilizi del primo Novecento. E il Pgt? «Non dice nulla - spiega Sacerdoti -, si tratta di servizi pubblici e non c'è limite di volumetria». Dalla Provincia, l'assessore Altitonante chiarisce: «Verissimo che dobbiamo razionalizzare le spese, ridurre gli sprechi - aggiunge -. Oggi siamo dispersi in undici sedi diverse, con costi esorbitanti in affitti. In viale Piceno già lavorano quattrocento dipendenti. Gli sprechi vanno affrontati. Ma la questione del nuovo palazzo è nelle mani del presidente Podestà. E andrà condivisa con il Comune». Paola D'Amico
MILANO - La Provincia rallenta sul nuovo palazzo. Viale Piceno si ribella: no all'ecomostro
La Provincia ha reso pubblico un rendering di un nuovo palazzo di trenta piani, che potrebbe sorgere in un quartiere sotto vincolo ambientale. Il palazzo avrebbe una superficie lorda di pavimento di 15.000 metri quadrati e sarebbe situato sul lato posteriore dello storico Brefotrofio provinciale. I residenti del quartiere hanno espresso le loro preoccupazioni riguardo all'impatto del progetto sul quartiere, che potrebbe essere disastroso. L'assessore all'Urbanistica della Provincia, Fabio Altitonante, ha affermato che la Provincia deve razionalizzare le spese e ridurre gli sprechi, ma che la questione del nuovo palazzo è nelle mani del presidente Podestà. Il Comune è coinvolto nella decisione.
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