Quattro nuove imprese specializzate nella valorizzazione di cultura, tradizioni locali, risorse ambientali e patrimonio storico culturale, nate con il progetto "Museum", finanziato dall'assessorato regionale al lavoro, previdenza sociale, formazione ed emigrazione e promosso dalla società Agronica. Novanta i corsisti, ventisette imprenditori, un investimento di 1 milione e 200 mila euro, tre province (Enna, Catania, Siracusa) per "costruire" imprese strutturate seguendo le esigenze reale e concrete dell'Isola e dei suoi fruitori. Teoria e lezioni di management affiancate a stage realizzati dai corsisti in varie strutture dislocate in tutta Italia tra cui Museum Osservatorio sull'arte contemporanea di Bagheria, il Museo archeologico di Malta, Le Officine della cultura di Arezzo, il Comune di Mantova, la Casa dell'Emigrante di Siracusa, Zatema di Roma per comprendere "sul campo" il funzionamento di un museo, di un'agenzia di servizi culturali, aggiuntivi e telematici. «La creazione di queste figure professionali dice Francesco Scoma, assessore al Lavoro che ha annunciato l'arrivo in commissione della legge sulla formazione è indirizzata a settori che registrano crescita e interesse. Un altro settore su cui vogliamo investire è quello vitivinicolo, in grande ascesa: anche qui abbiamo ipotesi specifiche». Dal progetto "Museum" è nato anche un mo nitoraggio sui territori di interesse che ha portato alla pubblicazione di un volume "Il museo e il suo futuro" e alla realizzazione di tre database su beni culturali, mostre, musei, fiere. Le quattro imprese hanno sede a Catania (Museika e Atena), mentre Enna si è formata la Tecnikè e a Siracusa la Talekkà. «Accanto alla formazione spiega Piera Vaccaro della Agronica di Palermo c'è stato un periodo della durata di dieci mesi di "accompagnamento" alla creazione d'impresa. I corsisti erano divisi in "manager", in possesso di laurea ad indirizzo umanistico oppure economico e "esperti" cui era destinata la parte relativa alla gestione telematica sistemi museali. Il progetto ha permesso un incontro importante con le realtà del territo rio, tra domanda e offerta. Spiega Aldo Volpi, di Agronica: «E' emerso che molti siciliani non conoscono il loro patrimonio, e che la maggior parte dei visitatori ha come destinazione principale le aree archeologiche. Altro problema, il dialogo tra istituzioni, spesso scollegate. Si è potuta realizzare una mappa interessante delle esigenze».