Polemiche in laguna dopo l'inchiesta di Milena Gabanelli sul Mose. La giornalista, nel suo nuovo format tv «Off the record» (Raitre) ha parlato di un magistrato alle acque spostato d'incarico con tre mesi d'anticipo, di dubbi sul funzionamento delle cerniere che uniscono le paratoie ai cassoni sui fondali e di intrecci tra interessi privati e pubblici. Il sindaco Orsoni: «Trasmissione spazzatura». L'ex magistrato alle Acque scatena la bufera sulle cerniere a Report: ho sollevato dubbi, spostata. D'Alessio: questo prototipo testato in 4 milioni di prove. Puppato: venga in audizione in commissione. Un magistrato alle acque spostato da Venezia, dubbi di ingegneri sul funzionamento delle cerniere che uniscono le paratoie ai cassoni nei fondali e intrecci poco trasparenti tra interessi privati e pubblici. E' polemica il giorno dopo la trasmissione «0ff the Record the Report» di Milena Gabanelli, su Rai3, dedicata anche al Mose, tra grandi navi, palazzi venduti (Fontego e Ca' Corner) Legge speciale azzerata, ex Pilsen e Casinò. Una trasmissione che il sindaco Giorgio Orsoni liquida così: «Spazzatura, non c'è altro modo per definire il servizio, le critiche più pesanti sono rivolte a istituzioni su cui non abbiamo alcun influenza o potere». Ma non tutti la pensano così. «Alla luce dell'inchiesta di "Report" serve un'audizione del Magistrato alle acque in commissione Lavori pubblici - dice Laura Puppato, capogruppo del Pd in consiglio regionale - sto coinvolgendo i capigruppo d'opposizione per presentare richiesta». Puppato vuole risposte alla domanda: «il Mose funzionerà?». Il motivo? L'ex magistrato alle acque Maria Giovanna Piva che per otto anni ha seguito i lavori e l'ex ingegnere del Comitato tecnico di magistratura Lorenzo Fellin, in trasmissione, hanno sollevato dubbi sul tipo di cerniere, saldate e non più fuse, come prevedeva il progetto originario. «Ho chiesto perché dopo la sperimentazione sulle cerniere a fusione si procedeva in modo diverso - ha detto Piva - e le cerniere hanno chiuso la mia esperienza lavorativa a Venezia». Secondo la testimonianza di Piva, le sue domande hanno provocato mal di pancia «Ad un certo punto sono stata informata del trasferimento a Bologna». Alla domanda «E' per le cerniere?», Piva ha risposto: «Spero di no, ma ricevevo due o tre telefonate al giorno perchè me ne andassi». In trasmissione l'ingegner Fellin mostra un documento in cui si parla di rischio «grippaggio», raccontando che lui aveva proposto la gara internazionale tra le due tecniche. Di fronte al no, si era dimesso. «Ma vi pare possibile? - ribatte Piergiorgio Baita di Mantovani, l'impresa capofila del Consorzio Venezia nuova - il prossimo anno siamo pronti a fare le prove in bianco, se le cerniere avessero problemi sarebbe la fine della Mantovani. L'interno progetto è stato modificato, per la necessità di rendere completamente estraibili le paratoie. Metà cerniera sarebbe stata saldata e metà fusa e così abbiamo optato per saldare tutto, assumendocene la responsabilità». Il cambio di progetto è legato al cambio di prospettiva reggere cento anni e a fronte di un possibile innalzamento del mare di 60 centimetri. «Queste cerniere sono una nuova evoluzione - spiega Ciriaco D'Alessio, attuale Magistrato alle acque - il prototipo è stato provato in 4 milioni di alternanze, in laboratorio, con le stesse problematiche del mare. E le stiamo montando. Piva? Dopo 8 anni di lavoro a Venezia era chiaro che sarebbe stata trasferita, noi firmiamo contratti di tre anni». Ad aprire altri fronti polemici sono stati i passaggi sugli intrecci familiari. Come quelli che legano Maria Teresa Brotto, ad di Thetis, la società che ha la direzione lavori del Mose all'ingegner Daniele Rinaldo, suo marito, al cui studio si affida il Consorzio Venezia Nuova per il Mose stesso. O come quelli di due dipendenti di Thetis, figlie rispettivamente dell'ex presidente del Magistrato alle acque Patrizio Cuccioletta e dell'attuale vicepresidente Giampietro Mayerle. «Laureate con 110 e lode, ce ne fossero di più di ingegneri così», ha detto in trasmissione Brotto. Il conflitto di interessi e i legami tra controllori e controllati è quello su cui punta l'attenzione, dopo la trasmissione, l'assessore all'Ambiente Gianfranco Bettin. «La trasmissione ha il merito di aver descritto il peso di quei poteri forti che a Venezia travalicano il peso del Comune creando una perdita di sovranità». Temi che Report ha rivolto al ministro all'Infrastrutture Corrado Passera. «Mandatemi l'elenco dei problemi e verificherò, anche noi vogliamo chiarezza», ha promesso.