È la prima volta dalla sua creazione nel 1927: «Nessun finanziamento dal ministero», La denuncia del presidente Jas Gawronski. Qui sono stati consacrati personaggi come Scipione, Carrà, Campigli ma anche il meglio della Transavanguardia. Lo dice il suo presidente e senza giri di parole: «La Quadriennale d'arte di Roma, prevista per il prossimo ottobre, non si farà. Non abbiamo i soldi per realizzarla. Il ministero per i Beni culturali e Arcus Spa non ci hanno dato alcun finanziamento. Servivano, a stare strettissimi, due milioni. Non è arrivata nemmeno una lira». Parola di Jas Gawronski, classe 1936, giornalista di lungo corso e politico, chiamato a presiedere la Fondazione pubblica istituita nel 1927 per promuovere l'arte contemporanea in Italia. E che una Quadriennale saltasse non era successo neanche durante l'ultimo conflitto mondiale, con le edizioni del 1939 e del 1943 terza e quarta per questa rassegna che debuttò nel 1931 in pieno fascismo svoltesi regolarmente. Vero è che la Quadriennale maggior azionista lo Stato tramite il ministero per i Beni culturali, l'altro socio storico è il Comune di Roma, cui da poco si è aggiunta la Regione Lazio qualche problema in passato lo aveva già avuto, non solo di «blasone», dopo i fasti delle origini e con i trionfi dei tanti artisti che lì mossero i primi passi o furono consacrati: Scipione, Guttuso e Mafai, de Chirico, Morandi, Carrà, Sironi, De Pisis, Campigli e altre centinaia tra pittori e scultori ai quali si aggiungeranno, via via nel dopo-guerra, i nomi di Mastroianni, Consagra, Burri, Manzoni, fino alla Transavanguardia di Clemente, Cucchi, Paladino, Chia, De Maria. Ad esempio si rinviò di un anno la prima edizione del dopoguerra, che si svolse nel 1948 in un'Italia finalmente libera e in concomitanza con la più celebre e blasonata «cugina», la Biennale di Venezia, che pure si era interrotta dopo il '42. Altri slittamenti e «singhiozzi» negli anni Ottanta. Ma chiudere i battenti solo per mancanza di fondi è novità di questi tempi di crisi: «Congelata la società Arcus, che mi dicono di fatto non essere più operativa spiega Gawronski , sfumata anche una convenzione con il ministero della Gioventù, pochi soldi tra i privati, abbiamo dovuto rinunciare. Al momento non so dire se e quando la manifestazione potrà essere messa in calendario. Se anche avvenisse, temo ci vorrebbero un paio d'anni». Menzionata per la prima volta nel 1927, trasformata in Ente autonomo nel 1937 e poi in Fondazione nell'ottobre del 1999, la Quadriennale ha visto ridursi i finanziamenti pubblici del 65 per cento: «Dal milione di euro circa del 1995 ai 36o mila del 2011. Non sappiamo a quanto ammonterà lo stanziamento del 2012. Il Comune ha promesso di portare il suo contributo annuo dai 7o ai ioo mila euro. Qualcosa, pare, metterà la Regione. Ma stiamo parlando di soldi di gestione, che servono per tenere in piedi la struttura, non per promuovere l'evento che era, o dovrebbe essere, la nostra missione prima». La periodica rassegna prevedeva per questa edizione 2012 la selezione di un centinaio di artisti: metà scelti tramite concorso tra gli under 4o, un'altra metà invitati da una commissione di cui fanno parte Michelangelo Pistoletto e Mimmo Paladino tra nomi emersi a partire dal 2000 e senza limiti d'anagrafe: «Per un attimo abbiamo pensato di fare una Quadriennale online, ma anche in questo caso, volendo realizzare un prodotto di qualità, non avremmo avuto risorse sufficienti. Fermi a ogni modo non stiamo. Faremo stampare un libro con una mappatura degli stessi artisti under 4o, selezionati da quattro giovani curatori. E da domani e fino a novembre organizziamo un importante ciclo di incontri dal titolo L'arte negli anni 7o, parole e immagini». Per l'occasione arriveranno nella sede di Villa Carpegna a Roma alcuni protagonisti di quella stagione, da Jannis Kounellis a Maurizio Mochetti, da Sandro Chia a Luigi Ontani. Ma non è la mostra: «Abbiamo tagliato il possibile. Per promuovere questo ciclo ho rinunciato al mio compenso, qualcosa possiamo recuperare affittando la sede, un contributo perla deumidificazione è arrivato dalla Fondazione Roma, cioè privati, e fondamentale per sopravvivere è stato l'apporto dell'8 per mille. Ci siamo inventati card con sconti e riduzioni. Ma è ovvio che trovare tutte le risorse fuori è impossibile. Al ministero? I problemi già esistevano. Poi in questi mesi ho provato tante volte a contattare Ornaghi, senza risposta». Mostra a parte, la Quadriennale con il suo archivio storico e la biblioteca è anche è uno dei primi centri di ricerca in Italia sul Novecento. Per ora funziona bene. Fino a quando?