Accesso vietato, ma solo ai fedeli Per la «Notte dei Musei», poi rinviata dopo la strage di Brindisi, era stata autorizzata l'apertura serale San Nicolò all'Arena sfida il principio di non contraddizione. La chiesa è aperta, ma è anche chiusa. E' aperta ai turisti e a quanti vogliono andare a rendere omaggio al Sacrario dei Caduti, ma è chiusa ai fedeli. Il rettore don Giuseppe Ruggieri aveva annunciato la ripresa della celebrazione delle messe festive a partire da domenica scorsa, ma l'arch. Augusta Manuele, direttrice dei Beni culturali comunali, lo ha stoppato e rinviato a data da determinare. «Impossibile celebrare funzioni in assenza di collaudo». Si scopre così che, a quasi due mesi dalla fine dei lavori di restauro della chiesa, non si è ancora fatto il collaudo di uno dei monumenti più importanti di città, uno dei più frequentati da visitatori e turisti. E questo pone dei problemi. Possibile dire che non si può entrare ai tanti viaggiatori che arrivano dal Giappone e dagli Usa proprio per vedere la splendida meridiana solare realizzata nel Settecento lungo il pavimento del transetto? Al Comune - lo stesso che vieta le funzioni - hanno deciso che non si può dare questa delusione a visitatori e turisti cui, dunque, è consentito l'accesso. Il criterio di distinzione, e di discriminazione, ci spiegano, è il numero. I visitatori arrivano a piccoli gruppi e i custodi comunali sono in grado di accompagnarli. Sembra che la stessa logica non valga per la messa dove, pure, non si riversano grandi folle. Eppure, in occasione della Notte dei Musei - fissata per sabato 19 e poi annullata a causa della strage di Brindisi - il Comune aveva autorizzato l'apertura della chiesa ai cittadini. E, questa volta sì, sarebbero stati in tanti ad andare. L'arch. Manuele assicura che San Nicolò non sarebbe stata aperta; l'arch. Fausto Magrì - funzionario del Comune - sa bene che era stata data l'autorizzazione, «ma chiedendo all'associazione Officine Culturali di sostenere l'iniziativa garantendo la presenza di altre 4 persone, oltre i custodi». Insomma, un pasticcio. La dirigente Manuele spiega che si attende il collaudo da parte del Genio Civile e assicura di averlo sollecitato verbalmente da tempo e adesso anche in versione formale. «E' un atto tecnico indipensabile e propedeutico». L'arch. Magrì sostiene che il collaudo è stato fatto e che se ne attende la relazione. «E' solo un problema burocratico, il passaggio di carte dal responsabile del procedimento al collaudatore». A suo avviso il ritardo è dovuto al fatto che il direttore dei lavori della Protezione Civile - ente che ha eseguito i lavori con propri fondi - non ha ancora completato e trasmesso gli atti finali al collaudatore. La persona chiamata in causa, l'ing. Tribulato, conferma di non avere ancora ultimato la relazione, «ma anche per questo ci sono dei tempi tecnici», e assicura che la documentazione è quasi pronta e presto sarà trasmessa al Genio Civile. Nega, invece, che sia stato fatto il collaudo: si è trattato solo di un primo sopralluogo. Di più. Pur non entrando nel merito di scelte che competono al Comune, si sorprende del divieto ricordando che, per tutti i lunghi anni delle transenne e dei lavori in corso, l'accesso alla chiesa, le funzioni e le manifestazioni sono sempre state garantite, ad eccezione dell'ultimo anno e mezzo quando il cantiere era impraticabile. «Inoltre, see ci avesse pensato prima, il Comune avrebbe potuto chiedere la consegna provvisoria della chiesa in attesa del collaudo definitivo». Intanto il rettore di San Nicolò segnala che bisognerebbe rifare l'illuminazione, che non è mai stata, e non è, a norma. E rivela di avere tentato di percorrere, finora senza esito positivo, la strada della sponsorizzazione da parte di una fondazione. Il costo previsto è di 200.000 euro. Segnala, inoltre, che la responsabile del restauro della splendida consolle settecentesca, ubicata in uno dei due lati dell'abside, ha deciso che il mobile vada protetto e, dunque, non ricollocato dove è stato per secoli e dove si trova tutt'ora la consolle gemella. Misteri della burocrazia. 29052012