Tra fischietti, striscioni, bandiere e qualche accenno di coro, si è svolta la manifestazione unitaria dei lavoratori delle Fondazioni liriche sinfoniche ieri a Roma. La protesta fa seguito a un appello al ministro della Cultura Lorenzo Ornaghi lanciato nei giorni scorsi e sottoscritto da stelle di prima grandezza della classica, da Abbado a Pappano, da Pollini a Barenboim, da Mehta a Gatti. Oggetto dellappello la abolizione della cosiddetta legge 100 che vieta ai musicisti dipendenti degli enti lirici di praticare lavoro autonomo. «Un divieto che non esiste in nessun paese democratico, né in Europa né nel resto del mondo» si legge nella nota. In realtà, investito del problema, il ministero della Cultura aveva spiegato che la questione sarebbe stata risolta con la firma del nuovo contratto nazionale di lavoro, ancora di là da venire però. Altra questione sul tappeto i finanziamenti pubblici al settore e la privatizzazione della Scala. In arrivo da tutte le 14 fondazioni lirico-sinfoniche italiane, i manifestanti in un primo momento erano stati convocati a piazza SS. Apostoli, si sono poi spostati allAuditorium Parco della Musica, sede dellAccademia di Santa Cecilia.