Il soprintendente convocato al ministero per la solidarietà espressa a uno degli indagati Ha riconosciuto il carattere indebito delle dichiarazioni e ha spiegato di aver agito in buona fede Come funzionario non poteva entrare nel merito di una indagine nella quale il ministero è parte lesa Lincontro è iniziato alle 11. Da una parte il direttore generale del Ministero dei Beni culturali, Antonia Recchia, affiancata dal direttore regionale della Campania Gregorio Angelini e dal dirigente del primo servizio Bonazzi. Dallaltra, il soprintendente Stefano Gizzi, convocato «a chiarimenti» per la solidarietà espressa in una lettera indirizzata a Repubblica a don Sandro Marsano, lormai ex conservatore della Biblioteca dei Girolamini, indagato per concorso in peculato e perquisito nellinchiesta sui libri trafugati che vede in cella lex direttore della struttura, Massimo Marino De Caro. Afferma la dottoressa Recchia: «Abbiamo contestato al professor Gizzi le sue affermazioni e la loro inopportunità. Come funzionario, come soprintendente, non poteva in alcun modo entrare nel merito di una vicenda nella quale il ministero è parte lesa e dove la magistratura ci sta permettendo di recuperare parte del patrimonio che era stato sottratto. Larchitetto Gizzi ha riconosciuto il carattere indebito delle sue dichiarazioni e ci ha detto di aver agito dimpulso, in assoluta buona fede, senza valutare appieno le conseguenze», conclude la dirigente. Adesso tocca al diretto regionale Angelini valutare eventuali provvedimenti di carattere disciplinare (al massimo una censura) nei confronti dellesperto e stimato soprintendente che, pur ribadendo fiducia e rispetto nei magistrati, aveva voluto testimoniare le «doti umane, morali e la passione per il lavoro» di don Marsano e aveva espresso dubbi circa il suo coinvolgimento «in una vicenda - aveva detto - forse troppo gonfiata mediaticamente». Don Sandro intanto è in procinto di lasciare lincarico. Difeso dallavvocato Bruno Von Arx, respinge le accuse e potrebbe chiedere di essere presto interrogato dai pm Michele Fini e Antonella, che coordinano le indagini con il procuratore aggiunto Giovanni Melillo. Sarà fissato nei prossimi giorni anche linterrogatorio "investigativo" dellex direttore De Caro (già consulente del ministero per i Beni culturali, nominato dal ministro Galan e confermche dopo larresto aveva fornito ai magistrati le prime ammissioni così come Mirko Camuri, linsegnante di ballo veronese accusato di ricettazione. Sul caso è intervenuto ieri anche il sindaco Luigi de Magistris: «Bisogna fare luce su come il direttore sia stato nominato e da chi, noi non consentiamo che per colpa di qualche "mariuolo"». De Magistris parla di «vicenda gravissima che, se confermato il ruolo di De Caro, dimostra un delitto alla cultura prima di un reato - afferma il sindaco - bisogna fare luce su chi lo ha nominato e voluto a Napoli perché mi sembrano consolidati a livello internazionale i suoi rapporti e già nel passato le cose erano poco chiare».
NAPOLI -Girolamini, Gizzi fa autocritica "Inopportune le mie parole"
Il direttore generale del Ministero dei Beni culturali, Antonia Recchia, ha convocato il soprintendente Stefano Gizzi per discutere delle sue dichiarazioni espresse in una lettera a Repubblica a proposito del caso dei libri trafugati dalla Biblioteca dei Girolamini. Gizzi ha riconosciuto il carattere indebito delle sue dichiarazioni e ha spiegato di aver agito in buona fede. La Recchia ha contestato le affermazioni di Gizzi e ha affermato che come funzionario non poteva entrare nel merito di una vicenda nella quale il ministero è parte lesa. Il diretto regionale della Campania, Gregorio Angelini, dovrà valutare eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti di Gizzi.
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