La protesta degli addetti delle coop, fra pochi giorni andranno in cassa Oggi lincontro dei direttori con il sindaco, ma gli spazi di manovra sono ridottissimi «Sindaco, ti abbiamo votato. Perché ci lasci a casa?». Gli addetti delle coop che lavorano nei musei torinesi per conto del Comune ieri si sono ritrovati sotto i balconi del Municipio per far sentire la loro voce al sindaco Fassino e al consiglio comunale. Fra pochi giorni il 50-60 per cento del personale del consorzio Cns del Museo del Risorgimento, del Museo della Montagna, dei tre musei dellUniversità, Lombroso, Anatomia e Frutta, del Museo Pietro Micca, del Museo del Risorgimento finiranno in cassa integrazione perché lassessorato alla Cultura, guidato da Maurizio Braccialarghe, ha dovuto ridurre il budget per pagare gli addetti di queste sette strutture esterne rispetto al circuito civico. Costo che si aggirava intorno a 1 milione e 600 mila euro. Il sindaco ieri ha incontrato una delegazione dei lavoratori accompagnati dai rappresentanti dei tre sindacati, Filcams-Cgil, Fisascas Cisl e Uil Trasporti. La sforbiciata provocherà effetti sui servizi di sorveglianza, custodia e biglietteria. Secondo gli addetti il taglio, oltre ad avere effetti sui redditi e sul futuro di decine e decine di famiglie, è «incomprensibile perché si va a toccare uno dei settori più importanti per la città come la cultura e il turismo, quello che è cresciuto di più in questi anni». Riducendo gli addetti per il Comune sono due le strade possibili: cambiare gli orari e tenere aperti i musei tre giorni su sei, oppure impegnare nelle strutture volontari a sostengo dellattività. Questione che verrà affrontata questa sera nel faccia a faccia tra Fassino e i direttori delle sette strutture coinvolte. Incontro da cui il Comune si aspetta anche idee e proposte per sciogliere il nodo, anche perché la riduzione del budget non si può mettere in discussione. Fassino ai lavoratori ha spiegato che la difficile situazione dipende dai tagli di contributi statali subiti dalla Città. E si tratta di musei, come Risorgimento, Montagna, Resistenza e polo museale universitario, di cui il Comune si è fatto carico in tutti questi anni. Il sindaco ha anche spiegato che ha cercato e sta cercando enti che possano, in parte o in tutto, sostituirsi al Comune nel sostegno alle strutture. Il pensiero va alle fondazioni bancarie: «La Compagnia di San Paolo non potrebbe intervenire sul fronte musei come è intervenuta sugli asili?», si chiedono i sindacati e i lavoratori. Gli addetti, finito lincontro con il sindaco, hanno continuato a manifestare sotto Palazzo Civico in contemporanea alle maestre e ai genitori degli asili nido. Lobiettivo è che il Comune riduca i tagli al budget. Torneranno oggi davanti al Municipio quando i direttori dei musei incontreranno sindaco e assessore.