Il gabinetto è intasato dalla legge 100". La provocatoria scritta campeggiava su uno degli striscioni appesi ieri pomeriggio nella Sala Santa Cecilia, al Parco della Musica di Roma, dove si sono ritrovati per protestare i musicisti delle orchestre delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche di tutta la Penisola. Un appuntamento aperto da una scintillante esecuzione dell'Alleluja di Händel, eseguito da un'ampia schiera di orchestrali e coristi, perfettamente sincronizzati non a livello musicale ma anche negli intenti ormai bellicosi . "Un piccolo segno della grande qualità delle orchestre italiane" ha gridato una delle musiciste presenti. La legge 100, varata dal ministro Bondi, fa divieto ai musicisti delle Fondazioni liriche e sinfoniche di poter svolgere attività autonoma, ovvero impedisce loro la libera espressione artistica attraverso la musica. Ma, per restare nei termini del citato striscione, la legge 100 è solo l'ultima parte dell'intasamento: non si possono infatti ignorare il mancato rinnovo del contratto di settore (le retribuzioni sono ferme dal 2003), i criteri di nomina dei sovrintendenti presso queste istituzioni, la progressiva riduzione di fondi che sta asfissiando il settore. "Oggi succede a parlare è Carlo Putelli, artista del Coro di Santa Cecilia che per la prima volta dopo tanto tempo siamo uniti in una grande città per dire no a una legge che, oltre a impedire il rinnovo del contratto nazionale, non fornisce gli strumenti adatti per gestirci e produrre, per offrire musica." L'iniziativa di oggi, prima di coinvolgere le forze sindacali, è nata su Facebook, ottenendo un grandissimo riscontro. "Parliamo di un patrimonio artistico sottolinea Riccardo Piccirilli, violinista di Santa Cecilia di cui l'Italia può andare fiera in tutto il mondo ma per il quale, a livello di spesa pubblica, viene dedicata una porzione infinitesimale. Perché non si fa una legge di riordino di un settore così importante? Perché chi fa una professione in istituzioni musicali di alto livello internazionale deve costantemente convivere con una minaccia di tagli, di restrizioni, di estinzioni?". Tanti musicisti sono venuti a Roma a proprie spese, per denunciare le tante situazioni critiche: gli artisti del Teatro Verdi di Trieste raccontano dell'azzeramento dei loro premi di produzione a fronte di recenti aumenti per i dirigenti, mentre pare sia senza speranza il Festival dell'Operetta, che da anni attirava un pubblico mitteleuropeo; dal Teatro Massimo di Palermo arriva la denuncia di una costante sottoutilizzazione delle masse artistiche, malgrado la disponibilità dei musicisti a impegnarsi in progetti che portino al rilancio di questa storica istituzione lirica. Due casi raccolti tra i tanti, mentre sul palco dell'Auditorium la voce dei sindacati arriva concisa e forte: il comunicato congiunto sarà portato al ministro Ornaghi con precise richieste di intervento. Artisti come Claudio Abbado, Maurizio Pollini, Daniel Barenboim e Antonio Pappano, hanno inviato un appello per una immediata soluzione al problema della Legge 100 mettendo a disposizione del ministro la loro esperienza musicale. Questo 'governo tecnico' saprà ammettere che su questioni di questo genere i 'tecnici' sono ben altri?
PER IL CONTRATTO GLI ORCHESTRALI "SUONANO" ORNAGHI
Il gabinetto è intasato dalla legge 100, che impedisce ai musicisti delle Fondazioni liriche e sinfoniche di svolgere attività autonoma. La legge è stata varata dal ministro Bondi e fa parte di un insieme di problemi, come il mancato rinnovo del contratto di settore, la riduzione di fondi e la progressiva asfissione del settore. I musicisti hanno organizzato una protesta a Roma, dove hanno denunciato le tante situazioni critiche e hanno richiesto un intervento del ministro Ornaghi. Artisti come Claudio Abbado e Maurizio Pollini hanno inviato un appello per una soluzione immediata al problema. La protesta è stata organizzata su Facebook e ha ottenuto un grandissimo riscontro.
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