Dopo le gare preliminari restano i "baffi" su via Caracciolo. Due milioni per smontarli La Procura indaga sui baffi di Napoli. Colossali, degni di un ciclope, uno di 90 metri e l'altro di 70. Sono i moli costruiti per i catamarani della Coppa America. Già, la festa è finita, partono i catamarani, ma resta la scogliera che doveva scomparire. "Sparirà prestissimo", assicurano in comune. Ma intanto è ancora lì, sotto gli occhi di tutti i napoletani che si affacciano su via Caracciolo. "La più bella strada del mondo col più bel panorama del mondo", come dicono sotto il Vesuvio. L'assicurazione era che quei giganti erano provvisori, insomma, dovevano essere smontati dopo l'America's Cup del 2012. Tutto, magari, regolare sulla carta. Ma a Napoli ci credevano in pochi: tremila camion per montare i "baffoni" e ora toccherà smontarli. Come? Ancora non è deciso. Una cosa è certa: finora sono stati spesi 2 milioni. Prima che i lavori cominciassero era arrivato un appello della "Assise della città di Napoli": "Se si dovesse procedere, come pare stia per accadere per i lavori delle pre-regate della America's cup in via Caracciolo a Napoli, sulla via della violazione sistematica dei vincoli paesaggistici e monumentali si creerebbe un precedente gravissimo tale da vanificare i principi di tutela dell'ambiente, del paesaggio e dei monumenti espressi attraverso leggi dello Stato". Un documento firmato da architetti, professori, esperti come Salvatore Settis, Mario De Cunzio e Tomaso Montanari. "Malpensanti", li liquidò qualcuno. Ma le ruspe e i camion non si fermano con un pezzetto di carta. Tutto era cominciato da Bagnoli, l'inferno industriale risorto mille volte più di Lazzaro. Che cosa di meglio dell'America's Cup? Peccato solo che il ministero dell'Ambiente bocci l'ipotesi fantasmagorica di disputare laggiù le regate. Il "piano b" è già pronto: via Caracciolo con annesse barriere. L'area presenta un problema, non secondario, è sottoposta a tutela del ministero dei Beni culturali. Niente paura, i legali del ministero danno il via libera ai lavori: c'è l'espresso "impegno alla rimozione". La giunta di Luigi De Magistris va avanti per la sua strada. Per l'Assise non c'è la garanzia della rimozione, ma non importa. Anche il sovrintendente ai beni architettonici, Stefano Gizzi, nel marzo scorso concede il permesso temporaneo e rassicura tutti: "Da Castel dell'Ovo, quei due baffi alla scogliera, non sono invasivi e nel tempo si inseriranno anche meglio". A distanza di un mese dalla fine delle gare preliminari dell'American's Cup, le barriere sono ancora lì. "Ci vorranno altri 2 milioni per rimuoverle, così siamo a 4 denuncia Antonio Polichetti dell'Assise della città Napoli le autorità intervengano. Il rischio è che quell'opera sia propedeutica alla realizzazione di un porticciolo. A quanto ci risulta le barriere non sono neanche servite per le regate". L'assessore all'urbanistica Luigi De Falco, un passato con Italia Nostra, chiarisce che sarà rispettato il vincolo che insiste sull'area e non ci sarà nessun costo aggiuntivo, ma quanto previsto nel piano economico. "Rispetto all'evento sportivo effimero noi lavoriamo al rimodellamento della scogliera, come previsto anche dal permesso provvisorio della soprintendenza". I moli sono ancora sotto gli occhi dei napoletani. Non dovevano essere provvisori? "I baffi resteranno soffolti. Insomma, saranno sotto il pelo d'acqua perché serviranno come barriera per recuperare il muro borbonico. Dei tempi non c'è certezza. Il documento dell'Assise, ma non solo quello, ipotizzava la violazione di vincoli. "C'è troppa disinformazione, non si viola il vincolo con opere temporanee", assicura De Falco. Ma lo sono davvero? Ed ecco che ritorna in scena il sovrintendente Gizzi. Lo stesso che due mesi fa ammirava i baffi. Stavolta avverte che il tempo è scaduto e le barriere devono essere subito rimosse. Parte anche una lettera a De Falco. Ma con l'America's Cup oltre ai "baffi" a Napoli hanno preso il largo anche nuove società. Come ricorda il consigliere regionale Nicola Caputo (Pd): "Non si sentiva proprio il bisogno di una nuova partecipata dalla Regione, "America's Cup Napoli (ACN) Srl" che spende 10,2 milioni di risorse regionali (8,2 provenienti da risorse comunitarie, Fondi Fesr)". E aggiunge: "L'ultima nata nel gruppo delle partecipate della Regione Campania è stata costituita nell'ottobre 2011". Ma dentro ci sono un po' tutti: 30 alla Regione, 30 al Comune, 30 alla Provincia di Napoli e 10 di Uniservizi dell'Unione Industriali Napoli. Amministratore unico è Paolo Graziano, presidente degli industriali napoletani. Ora, però, nonostante le rassicurazioni, ecco l'indagine sui "baffi" in mano al procuratore aggiunto Aldo De Chiara. Nessun indagato, per adesso. I catamarani hanno appena fatto in tempo a prendere il largo e già ai moli è approdata la Procura.