A San Giovanni la facciata incombe sulla strada. Zona rossa? Si decide oggi Schivenoglia, campanile ferito: auto ai 30 orari per non creare vibrazioni Terremoto di 4.0 all'ora di cena a sud di Poggio Rusco. Fuggi fuggi dalle case in tutta la Bassa. Oggi altri sopralluoghi nei nove edifici religiosi maggiormente lesionati Nuova, violenta scossa di terremoto ieri sera alle 20.18. Gente in strada, chiamate ai Vigili del Fuoco per crepe e nuove fessure che si aprono a ferire chiese e case, scene e timori che si ripetono ormai da una settimana. Da quando, domenica 20, alle 4 del mattino, questo lembo di pianura Padana si è scoperto improvvisamente sismico. Come risvegliato di soprassalto da un tranquillo sonno che durava secoli. Scossa dei 4.0 a sud di Poggio Gli eventi sismici registrati negli ultimi otto giorni sono ormai più di 700. Da venerdì non si verificavano però scosse del quarto grado in un generale abbassamento dell'intensità. L'episodio di ieri sera, del quarto grado Richter, ha invece ricordato a tutti che lo sciame sismico può durare mesi e che può avere repliche di forte intensità. Nei Comuni più vicini all'epicentro si sono verificati distacchi di calcinacci dalle chiese, già lesionate. I sindaci hanno disposto immediatamente verifiche agli edifici più colpiti: sanno che non bisogna abbassare la guardia, anche se la stanchezza, dopo otto giorni in trincea, comincia a farsi sentire. Zona rossa a San Giovanni? Oltre a Moglia, che ieri ha chiuso il centro di prima accoglienza, fra le situazioni più critiche c'è quella di San Giovanni del Dosso. Il paese è letteralmente tagliato in due per l'interruzione della centrale via Roma nei pressi della chiesa parrocchiale, edificio seriamente lesionato all'interno con il parziale crollo della volta, ma che soprattutto presenta il distacco del timpano della facciata, che ora pericolosamente pende verso la strada. «Stiamo attendendo lumi dai tecnici - spiega il neo sindaco Angela Zibordi - . L'obiettivo resta quello di poter mettere in sicurezza l'edificio per potere almeno riaprire a senso unico alternato, ma se la situazione peggiora, non è esclusa l'ipotesi di creare una zona rossa, chiudendo anche gli edifici di fronte alla chiesa che in malaugurato caso di crollo sarebbero interessati». Secondo gli ultimi rilievi, infatti, il timpano si sarebbe slegato dalla facciata. Da ricordare, infine, che nel piccolo paese sono state 120 le segnalazioni di danno e una ventina gli edifici inagibili, dei quali 12 abitazioni con 21 residenti evacuati. Schivenoglia a passo d'uomo Altra situazione che sta emergendo in tutta la sua gravità è quella di Schivenoglia, La lanterna del campanile della parrocchiale si è slegata dalla torre campanaria e rischia di precipitare in strada. Il Comune ha disposto già sabato il senso unico alternato con semaforo. Ora la Provincia ha decretato per l'intera tratta in centro storico della provinciale il limite di velocità di 30 orari. Una misura estrema per evitare pericolose vibrazioni. Sospesi anche i passaggi dei carichi eccezionali, mentre per i mezzi pesanti è consigliata la deviazione fuori dal paese. Le chiese ferite Oggi sarà giornata importante per le 9 chiese maggiormente lesionate. La commissione congiunta di Curia e Sovrintendenza eseguirà un complessivo sopralluogo, mentre in serata è prevista a Mantova la riunione del pool di ingegneri e tecnici indicati dai singoli parroci. Dovrebbe emergere da lì il quadro delle necessità, anche economiche per la messa in sicurezza, in attesa di capire cosa fare degli edifici. Gli edifici privati Oltre a Villa Arrigona a San Giacomo delle Segnate e l'oratorio di Brazzuolo la cui instabilità ha obbligato chiudere o limitare a senso unico strade di forte percorrenza, altri edifici storici privati sono stati danneggiati dal sisma. Fra questi, la villa a San Giacomo dello storico Albany Rezzaghi per la quale oggi il sindaco emetterà ordinanza di inagibilità. Sempre oggi, a Mantova, i Vigili eseguiranno un ulteriore sopralluogo alla Torre della gabbia per verificare i solai interni e gli appartamenti alla base dell'edificio. Da segnalare, infine che anche ieri i Vigili del fuoco hanno eseguito una quindicina di sopralluoghi, che si aggiungono ai 1.200 dei giorni scorsi mentre in Emilia, la zona più colpita, gli interventi sono stati oltre 10mila SAN GIACOMO DELLE SEGNATE - Giornata decisiva, quella di domani, per capire come evolverà la viabilità nel Basso Mantovano. Comuni e Provincia effettueranno infatti sopralluoghi a due edifici privati che limitano la circolazione su importanti arterie di scorrimento. Si tratta della villa Arrigona, una cui ala pende pericolosamente sulla ex statale Virgiliana che è stata quindi chiusa precauzionalmente e dell'oratorio di Brazzuolo, il cui rischio crollo ha determinato l'imposizione di un senso unico alternato regolato da semaforo sulla Provinciale 40. A farsi carico di queste situazioni l'ufficio strade della Provincia che ininterrottamente ormai da otto giorni è sul campo per monitorare le situazioni più a rischio. Obiettivo dichiarato dei due sopralluoghi, quello di verificare assieme ai proprietari private delle due strutture, le possibilità di intervento per la messa in sicurezza dei due edifici e giungere alla parziale riapertura delle strade. Questo, considerata la chiusura ai Tir del ponte di San Benedetto Po e lo stop al transito notturno per il cantiere su quello di Ostiglia. Villa Arrigona, gioiello barocco commissionato nel 1612 dalla famiglia Arrigoni all'architetto Antonio Maria Viani oggi è di proprietà della famiglia dei marchesi Sordi. L'oratorio di Brazzuolo, eretto nel 1688 per volontà del capitano Ferrante Pedocca dei Conti Pedocca-Manfredi è un edificio barocco che all'interno, conserva sotto la mensa dell'altare un pregevole paliotto in scagliola policroma risalente al 1600. La proprietà è della famiglia Tamassia. (fr. r.) Quattro eventi con epicentro nel Mantovano Sono ormai circa 700 le scosse che sono seguite a quella sinora più forte, 5.9 della scala Richter che il 20 maggio, alle 4.04 ha seminato panico e distruzione fra Emilia e Basso Mantovano. Solo ieri, l'Istituto nazionale di Geofisca e Vulcanologia ha registrato quasi un centinaio di eventi, dei quali 30 superiori a 2 gradi Richter. Dall'inizio della sequenza sono state localizzate tre scosse superiori al quinto grado tutte il primo giorno, domenica 20:5.9 alle 4,04 del mattino e del 5.1 tre minuti dopo; infine 5.1 alle 15.18. Vi sono state poi sedici scosse fra il quarto e quinto grado, l'ultima ieri alle 20.18 e che ha avuto come epicentro la zona di Mirandola. La precedente scossa del quarto grado risaliva a venerdì alle 15.14. Sempre ieri, da registrare un'altra scossa del 3.8 alle 22.25, sempre con epicentro Mirandola. Si tratta sempre di scosse con profondità relativamente bassa, entro i dieci chilometri. Da segnalare che, sempre dall'inizio della sequenza, quattro scosse superiori al secondo grado della scala Richter hanno avuto come epicentro un comune Mantovano. Il primo giorno, domenica 20, una scossa di intensità 2.7 è avvenuta alle 16.11 ed ha avuto come luogo d'origine il sottosuolo di Poggio Rusco (5.6 km di profondità). Il giorno seguente, lunedì, la scossa, 2.2, ha avuto come epicentro San Benedetto Po ed è stata localizzata a 10 km di profondità. Infine mercoledì, una scossa del 2.2 Richter ha avuto come epicentro Felonica, in particolare Quatrelle (22.26 km sotto terra). L'ultima è stata sempre a Quatrelle di Felonica ieri alle 5 e 12 del mattino ed ha avuto intensità del 2.1(4 chilometri di profondità).