ACCANTO A COLOSSI COME "ASJA" E MARCO POLO C'È UNA MIRIADE DI PMI CON MENO DI 10 DIPENDENTI LA METÀ È IMPEGNATA NELLA PRODUZIONE DI ENERGIA SOLARE. UNO STUDIO DELLA CAMERA DI COMMERCIO LE DISEGNA COME DINAMICHE E INNOVATIVE: OLTRE MILLE I BREVETTI REGISTRATI E 300 MILIONI INVESTITI IN RICERCA È appena calato il sipario su Energethica, il salone della green economy di Torino ed è già tempo di bilanci. Il Piemonte si conferma ai primi posti per la produzione di energia prodotta da fonti rinnovabili e segue a ruota le regioni più virtuose come Lombardia e Puglia. Anche se resta ancora lontano l'obiettivo fissato dal decreto firmato a marzo dal governo sul burden sharing che chiede al Piemonte di produrre il 15,1 per cento della propria energia usando fonti pulite. Quasi il doppio dell'8 per cento di oggi. Secondo l'ultimo rapporto di Legambiente, comunque, la regione si piazza al secondo posto, proprio alle spalle della Lombardia, per la produzione di energia da fonti idriche, con 2479 megawatt, grazie anche alla grande disponibilità di acqua nelle zone alpine che fa del Piemonte il fornitore del 25 per cento dell'energia idroelettrica prodotta in Italia (solo nel Cuneese c'è una vera disputa per installare nuove centraline lungo il corso del fiume Tanaro). Cede invece un gradino del podio e conquista la medaglia di bronzo nella classifica sulla diffusione del fotovoltaico: in Piemonte sono installati pannelli per una potenza a 1053 megawatt, su 17 mila impianti con una regolamentazione precisa. Secondo le ultime disposizioni normative, i pannelli possono essere piazzati su tetti, discariche, terreni già compromessi, come cave e aree dismesse, ma non su terreni agricoli. Stop insomma agli scorci collinari da cartolina con piastra di vetro e silicio sullo sfondo. La stretta al pannello selvaggio, voluta dalla giunta guidata dal leghista Roberto Cota, serve, nelle intenzioni, a frenare gli speculatori, ma soprattutto a tutelare il paesaggio e i terreni pregiati. Non ci sono controidicazioni estetiche invece per l'energia che sfrutta il calore della terra. Grazie agli impianti geotermici in Piemonte si producono 7 megawatt di energia, che corrispondono al consumo annuo di 2100 famiglie. A Rivarossa, un piccolo comune della provincia di Torino con 1600 abitanti, c'è la più alta potenza installata di impianti geotermici per abitante. Un settore, fino a cinque o sei anni fa quasi insignificante, che è ora in forte e porta un risparmio in bolletta tra il 40 e il 60 per cento. E a proposito di primati, Torino tiene sempre ben saldo quello del teleriscaldamento: è la città più teleriscaldata d'Italia, con circa 800 mila cittadini serviti e il sistema si sta ora diffondendo anche nei centri urbani della cintura. Da segnalare poi la quota di energia prodotta da biomasse, il 5 sul totale piemontese, che sfrutta i rifiuti agricoli e di allevamento. Il risparmio per i cittadini sarà invece uno dei filoni di ricerca del futuro Energy Center che sorgerà a Torino nei prossimi mesi grazie a un accordo tra Regione e Comune. Sarà un polo dedicato all'energia per privati, aziende, enti pubblici e università all'interno del quale si dovranno studiare prodotti e tecnologie per il risparmio energetico, l'edilizia e zero consumo, tecnologie e innovazioni per le aziende e per l'industria. Un progetto che secondo le amministrazioni farà scalare al Piemonte la classifica delle regioni virtuose, sfondare quella quota 15 per cento chiesta dal governo, ma soprattutto rilanciare economia e stato di salute del tessuto produttivo. «Green» infatti non è solo uno stile di vita, ma soprattutto un'occasione di business. Se ne sono accorte da tempo le 1300 aziende piemontesi impegnate nella green economy per un fatturato complessivo di 2,6 miliardi di euro e 33 mila addetti. La mappatura delle ecoaziende emerge dal rapporto Ecoimprese in Piemonte, promosso dalla Camera di commercio di Torino e Ceipiemonte. A far da padrone sono quelle impegnate nel settore dell'energia, principalmente solare (50 per cento), seguono quelle che si occupano di rifiuti (19 per cento), trattamento dell'acqua (12 per cento), aria (10 per cento) e ricerca e sviluppo (9 per cento). La maggior parte ha sede nel torinese e si tratta, molto spesso, di realtà piccole. A parte i colossi, come Asja Ambiente Italia, o Marco Polo, per fare due esempi, la maggior parte delle aziende eco ha meno di 10 addetti e solo il 6 per cento ne conta più di 50. Un settore dinamico e fortemente innovativo, almeno a giudicare dagli oltre 1000 brevetti registrati e oltre 300 milioni di investimento in ricerca e sviluppo. Quello della produzione di impianti fotovoltaici è uno dei settori più diffusi tra le imprese che in Piemonte producono energie pulite
Il Piemonte "green" germoglia in fretta Oltre mille imprese e 33mila addetti
Il Piemonte si conferma una delle regioni più virtuose per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Secondo l'ultimo rapporto di Legambiente, la regione si piazza al secondo posto per la produzione di energia da fonti idriche, con 2479 megawatt, e al terzo posto per la diffusione del fotovoltaico, con 1053 megawatt. Il Piemonte è anche un leader nel settore dell'energia geotermica, con 7 megawatt di energia prodotta. La regione ha anche un sistema di teleriscaldamento molto efficiente, che serve circa 800 mila cittadini. Il Piemonte è anche un importante produttore di energia da biomasse, con un risparmio per i cittadini del 5 per cento.
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