Uno scontro forte. Due gli atti dell'amministrazione: da una parte l'ordinanza del Comune che blocca l'escavazione della grotta carsica denominata "Abisso del Pozzone", dall'altra il via libera della maggioranza consiliare alla chiusura della cava di Piastra Bagnata». È l'ennesimo capitolo della storia delle cave di Vagli, al centro di un'aspra lite fra Comune e cooperativa Apuana. Nell'ultimo consiglio comunale, la maggioranza ha presentato un ordine del giorno sottolineando come non esistano i presupposti di legge per «il rinnovo dell'autorizzazione alla coltivazione della cava Piastra Bagnata alla Cooperativa Apuana». Si è subito sollevata la protesta dai banchi dell'opposizione, che ha contestato la grave crisi occupazionale che la chiusura della cava rappresenterebbe. «Stiamo parlando di un'azienda che conta circa 60 operai oltre all'indotto che si traduce in decine di persone, autotrasportatori, fornitori e altro spiega il capogruppo di minoranza, Marco Pinagli ; ci troviamo di fronte a un ordine del giorno votato dalla maggioranza, con il sindaco che si è astenuto. Ma votare un tale atto vuol dire mandare a casa quei lavoratori, quei capifamiglia, mettere in grave crisi nuclei familiari spesso monoreddito. Anzi, la coop Apuana avevoleva assumere altre persone, almeno altre venti, ma per questo necessita il rinnovo del permesso di estrazione che scadrà il 29 ottobre». Negli ultimi mesi, un gruppo di disoccupati di Vagli ha messo in atto varie forme di protesta contro l'amministrazione, tentando indurre il Comune a prolungare la concessione. «La coop Apuana è pronta ad assumere, ma solo a condizione di lavorare in tranquillità, di pensare a uno sviluppo e a una diversificazione nella trasformazione del marmo senza l'assillo e la spesa di avvocati». Nella comunità di Vagli, le cave sempre hanno dato adito a discussioni e divisioni, «ma nessuno ha mai osato tanto prosegue Pinagli . Le cave hanno rappresentato il nostro pane e ci hanno permesso a partire dal dopoguerra di mantenere integra la nostra comunità emarginando l'emigrazione. Non era mai successo che un'amministrazione comunale si comportasse così, andando a chiudere un sito di estrazione. Nelle altre comunità si combatte la disoccupazione, qui la politica si fa in modo contrario. Negli altri comuni si lavora per lo sviluppo di una risorsa così preziosa, basta vedere cosa sono riusciti a fare a Minucciano». Secondo quanto esposto dai consiglieri di maggioranza, i presupposti per un rinnovo del permesso di estrazione non sussistono in generale quindi Piastra Bagnata sarà un sito dove non si potrà più lavorare. Ma il sindaco Mario Puglia è risoluto, su questo aspetto e quello della grotta carsica: una vera vergogna, sottolinea, «si tratta di una grotta con un marmo pregiatissimo. Il Tar, a cui la coop Apuana aveva fatto ricorso contro la nostra prima ordinanza di blocco dell'escavazione, ha confermato la posizione del Comune, intimando alla Apuana di tenersi a una distanza di sicurezza di 15 metri per le escavazioni. Invece la Apuana ha già tagliato la grotta». Tra cooperativa e Comune, la guerra legale partita in estate del 2005. Da allora, corsi e controricorsi al Tar, spese legali, liti varie e la coop Apuana che ha cercato e cerca di proseguire i lavori nel sito di estrazione di Piastra Bagnata. Poche settimane fa, il comune voleva stoppare anche l'attuale produzione perché ritiene insufficiente il parere paesaggistico rilasciato alla cooperativa dal parco Apuane nel 2009. L'avvocatura regionale ha dato conferma al Parco che il documento è valido e anche il Tar si è pronunciato a favore della coop nel 2010.