Lassessore allEnergia dà il via libera, ma il governatore blocca la pratica Manca lultimo sì della giunta che però non viene convocata sullargomento Giosuè Marino ha predisposto lautorizzazione per limpianto Erg il 30 marzo scorso Dal 30 marzo il decreto è sul suo tavolo. In quelle pagine cè il parere positivo dellassessorato allEnergia su una delle opere più importanti in Sicilia. Un affare da 800 milioni di euro dinvestimenti privati, 32 milioni di compensazioni ai Comuni della zona e mille posti di lavoro: il rigassificatore che la Erg vuole realizzare a Priolo. Ma il presidente della Regione Raffaele Lombardo ancora non dà il via libera definitivo, che tecnicamente non spetta a lui se non fosse per una circolare emanata lo scorso anno dalla Presidenza che prevede una decisione «collegiale in giunta» per i procedimenti amministrativi più importanti. Così tutto è nelle mani del governatore che, nonostante un iter andato avanti per ben sette anni, continua a non dare una risposta definitiva alla Erg. Lombardo il 20 aprile scorso ha visitato gli impianti della famiglia Garrone in Sicilia, ma la visita non ha prodotto nulla. Il governatore non ha detto ai vertici della Erg che lautorizzazione era già pronta. Il testo, consegnato a marzo a Lombardo dallassessore Giosué Marino e dal dirigente generale Gianluca Galati, «autorizza a realizzare un rigassificatore nel Comune di Melilli della capacità di 8 miliardi di metri cubi di gas allanno incrementabile fino a 12 miliardi». Chiaramente il decreto prevede una serie di lavori che la Erg si deve impegnare a fare. A esempio, «dovrà essere predisposto in accordo con lArpa un piano di monitoraggio della qualità dellaria e del clima acustico». Inoltre la Erg dovrà «mitigare linquinamento da polveri durante il cantiere, asfaltando strade e lavando i camion in entrata e uscita». Dovrà essere poi realizzato un vivaio e il 5 per cento degli investimenti saranno destinati al «miglioramento delle acque marine del comprensorio Melilli-Priolo». Anche il ministero dei Beni culturali dà lok allimpianto, a patto che si rispettino alcune prescrizioni a partire da quella che prevede «la consegna immediata di reperti archeologici ritrovati durante i lavori», sia in mare sia a terra. Complessivamente, si prevedono opere compensative con gli enti locali coinvolti per circa 32 milioni di euro. E i sindaci, a caccia di soldi specialmente in questo periodo, hanno accettato laccordo con la Erg. Tutto insomma è pronto, anche il parere dellassessorato allEnergia atteso da sei anni. Ma il decreto è nelle mani di Lombardo. Marino in giunta ha illustrato nel dettaglio i contenuti del documento e il governatore il 20 aprile ha addirittura fatto visita personalmente agli impianti della Erg e allarea nella quale dovrebbe sorgere limpianto, anche se non voleva mettersi il caschetto di sicurezza: «Nessuno tocca i miei capelli», ha detto agli ingegneri della Erg. Nel frattempo è trascorso un altro mese e ancora il governatore non si decide a dire sì oppure a rimandare indietro il testo agli uffici per ulteriori verifiche. Si rimane così in una sorta di limbo, con una delle poche aziende non siciliane che vuole investire soldi in Sicilia, ma non riceve risposte. Un limbo che ha già causato una forte rottura tra Confindustria e lo stesso governatore, con lex presidente Ivan Lo Bello che più volte ha attaccato Palazzo dOrleans per la lentezza della burocrazia sul rigassificatore di Priolo. Ma adesso il parere cè ed è positivo: la lentezza sembra solo politica.