Apre oggi al pubblico la "wunderkammer" del Buontalenti restaurata e illuminata dalla Sammontana È una luce quasi fatata quella che, da ieri, illumina gli affreschi del Poccetti e la splendida Venere al bagno di Giambologna, i «fantasmi di terra» di Pietro Mati e le copie dei Prigioni di Michelangelo (gli originali furono trasferiti allAccademia nel 1908), il Teseo e Arianna di Vincenzo de Rossi e un cielo artificiale in cui volano uccelli coloratissimi. Una luce che restituisce alla Grotta del Buontalenti, la più grande del Giardino di Boboli, la sua vera essenza, voluta da Francesco I dei Medici: quella di gioiello scenografico, di wunderkammer al pari della Tribuna degli Uffizi, ma resa ancora più spettacolare dalla sua collocazione in un contesto naturale, con i cui elementi gioca e interagisce. La nuova illuminazione, inaugurata ieri sera, è il regalo che Sammontana ha scelto di fare alla città in occasione della terza edizione del Gelato Festival: un omaggio a Bernardo Buontalenti, architetto prediletto di Francesco, genio delleffimero e inventore, si dice, di quella «crema gelata» destinata a rivoluzionare per sempre il concetto di dessert, sperimentata proprio in occasione di un banchetto dei Medici. Il progetto dellazienda empolese nasce dalla collaborazione con la soprintendenza al Polo museale, con Silfi e con Targetti, che per questo spazio straordinario ha progettato un innovativo software a basso consumo energetico, basato su poche sorgenti dirette il cui effetto è amplificato e deviato da una serie di specchietti che col loro riflesso restituiscono latmosfera incantata della cavità, esaltandone luci e ombre. La grotta, realizzata da Buontalenti tra 1583 e il 1593 su una preesistente struttura vasariana, è divisa in tre vani, la cui decorazione, pittorica e scultorea, rimanda a un complesso universo simbolico, con richiami al caos primordiale e alla forza positiva delleros. In origine, era animata da giochi dacqua: gocce scendevano dal soffitto e dalle pareti, al centro zampillava una fontana, e una sfera di vetro ospitava pesci vivi. La sua storia è ricostruita dal saggio, presentato anchesso ieri, Bernardo Buontalenti e la Grotta Grande di Boboli, curato da Sergio Risaliti e pubblicato da Maschietto, con interventi, fra gli altri della soprintendente Cristina Acidini - la quale racconta quella «cultura del freddo» di stanza a Boboli, dove le grotte servivano sia come oasi di refrigerio per la nobiltà nelle torride giornate estive sia, in alcuni casi, come depositi indispensabili nel complicatissimo procedimento di conservazione del ghiaccio - del direttore del giardino e della Palatina Alessandro Cecchi, che ricostruisce una serie di inediti e scoperte recenti, e dello stesso Risaliti, che collega questo spazio alla travagliata storia damore tra Francesco e Bianca Cappello. Restaurata più volte (lultima delle quali, tra il 1999 e il 2003, sotto la guida di Laura Baldini) la grotta, con la nuova illuminazione, sarà visitabile anche stasera, dalle 21 alle 24, previa prenotazione obbligatoria allo stand Sammontana in piazza della Repubblica. Poi, rimarrà aperta secondo i consueti orari di Boboli e, in varie occasioni, anche in notturna.