Selenite e mattoni Storia e fazioni Unimmobiliare mette sul mercato un angolo di medioevo cittadino la cui costruzione risale al XII secolo Il restauro sarà di Massimo Iosa Ghini Si innalza in vicolo Mandria, ha una base quadrata ed è suddivisa in cinque piani in parte collegati con il contiguo palazzo Tubertini del '700 Giovanni Gozzadini, nel suo Le torri gentilizie di Bologna del 1875, scrive di quel gomitolo di vicoli e volte tra via Oberdan e via dei Giudei, che «allorché uno entra nella corte di questi edifici è come indietreggiasse di molti secoli». La stessa sensazione si ha oggi ai piedi della torre degli Uguzzoni di vicolo Mandria, trentadue metri di arcigni mattoni e antica roccaforte ghibellina. Questo angolo di medioevo cittadino restio alla luce in cui si possono ancora immaginare agguati di sicari e bettole di soldataglia, è in vendita. La "Immobil due s.r.l.", società che fa capo a un gruppo di imprenditori lombardi, ha deciso di mettere sul mercato la torre e lannesso palazzo Tubertini, settemila metri quadrati su cui è passata la storia dei "secoli di mezzo". La formula di vendita può prevedere anche la cessione della sola torre a un prezzo indicativo di poco superiore ai 3 milioni compreso il restauro (in accordo con la Soprintendenza) per il quale è già stato incaricato larchitetto Massimo Iosa Ghini. Lintervento tenderà a restituire ancora più nitida quellidea di medioevo di cui parlava Gozzadini. La torre, a base quadrata di circa dieci metri di lato, è suddivisa in cinque piani. La tecnica costruttiva riproduce un modello collaudato a Bologna e presente anche nelle più famose consorelle Garisenda e Asinelli, vale a dire una base di selenite delle cave della provincia e una robusta muratura con intercapedine riempita di ciottoli di fiume. E sempre come le famose consorelle, lUguzzoni ha visto trascorrere secoli di storia bolognese. La sua edificazione risale al dodicesimo secolo quando la famiglia che le ha dato il nome era una fra le più potenti di marca ghibellina e sostenitrice dei capi partito Lambertazzi. Nella Bologna turbolenta dellepoca la giusta anagrafe della stirpe fondatrice si perde. Allorigine cè un tal Uguccione, maestro di diritto canonico, ma la prima data certa è quella del 1211 quando Albertino degli Uguzzoni, sotto la protezione dei bolognesi, tentò la presa del castello di Imola. Per la verità, la famiglia resta un po in ombra nelle vicende tra sostenitori del papato e dellimperatore. Alterne fortune che portano questo clan a essere cacciato dalla città e a farvi ritorno nel periodo che culmina con la Battaglia di Fossalta in cui viene catturato Re Enzo figlio di Federico secondo. Unaltra data certa è il 1298 quando Gatto e Lanzalotto Uguzzoni prendono parte alladunata dei ghibellini a Imola, mentre la presenza della famiglia nella vita cittadina è documentata tra il 1272 e il 1363, lasso di tempo in cui suoi membri fecero parte del Consiglio dei Seicento. Dal 1367 la torre diventa proprietà dei Ludovisi e lì, nel 1554, nasce Alessandro, futuro papa Gregorio XV. Lanno dopo, un altro papa, Paolo IV, istituisce il ghetto ebraico e il monumento rientra in questa enclave separata da porte quasi a impedirne il rapporto col resto della città. Palazzo Tubertini, che ora ingloba la torre, viene invece costruito nel 1770 su progetto di Giandomenico Dotti. In anni più recenti, tutto il complesso passò a Rolo Banca che lo utilizzò da ufficio sfruttando la continuità tra ledificio settecentesco e la torre. Ora chi acquisterà troverà un monumento con la primitiva identità pure entro le mura. E chissà che anche allinterno non si torni a respirare aria di medioevo.