Il direttore della biblioteca arrestato giovedì, ammette le accuse e si dice disponibile a collaborare con i pm NAPOLI «È vero, ho preso quei libri, riconosco che è un fatto molto grave». Marino Massimo De Caro, il direttore della biblioteca dei Girolamini arrestato giovedì, ammette le accuse e si dice disponibile a collaborare con i pm. Dopo l'interrogatorio di garanzia, che si è svolto ieri davanti al gip Francesca Ferri, saranno dunque fissati nuovi interrogatori investigativi; ai pm Michele Fini e Antonella Serio, De Caro ha promesso di fornire chiarimenti e spunti utili per le indagini. Per più di due ore, assistito dagli avvocati Leo Mercurio, Ernesta Siracusa e Grazia Volo, il direttore della biblioteca ha risposto alle domande sul contenuto della misura cautelare. Ha tenuto a chiarire che padre Sandro Marsano, il conservatore, non era a conoscenza del fatto che i libri venissero portati fuori. E ha insistito su un punto: comunque ha fatto cose positive per la biblioteca, anche di tasca propria. Per esempio ha compiuto una disinfestazione contro le tarme, che stavano distruggendo centinaia di antichi volumi. LA CONFESSIONE - Proprio con la disinfestazione De Caro ha spiegato i massicci spostamenti di libri ai quali si fa riferimento nell'ordinanza: portare da uno scaffale all'altro o magari da una sala all'altra tanti volumi insieme, sottolineano i pm, è un comportamento contrario a ogni norma di biblioteconomia, che ha avuto come risultato una confusione indicibile e l'impossibilità di rintracciare i testi. Dunque, ora il direttore ammette che quando le telecamere dell'impianto di videosorveglianza lo riprendevano mentre trasportava fuori dalla biblioteca borsoni, scatoloni e valigie spingendoli su carrelli, si stava appropriando di libri della biblioteca: i 257 che sono stati trovati nei giorni scorsi nel container self storage di Verona, dice, assieme a un migliaio di altri testi di provenienza incerta. I pm, tuttavia, non escludono che oltre a quelli ritrovati ne siano stati trafugati anche altri; l'inchiesta potrebbe riservare nuove sorprese. GESTIONE - Intanto dall'ordinanza di custodia cautelare notificata a De Caro e ad altre quattro persone emergono altri particolari sulla discutibile gestione della biblioteca da parte di De Caro e di padre Marsano. Molti libri, per esempio, hanno rischiato di rimanere inzuppati di pioggia durante un temporale: lo ha riferito ai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale la dottoressa Stefania Murianni, ispettore del ministero dei Beni culturali che il 17 aprile scorso ha avviato un'attività ispettiva nella struttura. L'INVENTARIO - «La predetta funzionaria si legge nell'ordinanza confermava quanto riferito dai Berardi (i fratelli bibliotecari che cercarono di proteggere i libri, ndr) circa le massive ed incontrollate movimentazioni di volumi in corso presso la struttura ed inoltre rappresentava di aver direttamente constatato che, a fronte di un patrimonio librario stimato intorno alle 171.000 unità, non risultava traccia inventariale di quasi 100.000 volumi, con l'evidente conseguenza che il rischio di sottrazione dei volumi risultava aggravato dalla successiva impossibilità di verificarne con certezza l'appartenenza alla biblioteca. Riferiva inoltre la dottoressa Murianni di aver rinvenuto centinaia di volumi depositati su tavoli, in numerosissime scatole di cartone chiuse con nastro adesivo nonché altre centinaia ancora accatastati per terra in una sala al piano terra in corrispondenza del civico 114 di via Duomo, dove, in occasione di un forte temporale abbattutosi sulla città, dai lucernari era caduta acqua piovana in prossimità di volumi rilegati in pergamena del '600 e del '700 sino a lambirli, con intuibili pericoli».
NAPOLI - Girolamini, De Caro confessa: Sì, ho preso quei libri
Il direttore della biblioteca dei Girolamini, Marino Massimo De Caro, è stato arrestato giovedì e ammette le accuse. De Caro ha riconosciuto di aver preso libri dalla biblioteca e si è offerto di collaborare con i pm. Ha spiegato che padre Sandro Marsano, il conservatore, non era a conoscenza del fatto che i libri venissero portati fuori. De Caro ha anche affermato di aver fatto cose positive per la biblioteca, come ad esempio aver compiuto una disinfestazione contro le tarme. I pm hanno notato che i movimenti di libri da uno scaffale all'altro o da una sala all'altra sono contro ogni norma di biblioteconomia e hanno causato una confusione indicibile.
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